Vogliamo vedere “Cristiada” anche in Italia

Il film uscito nel 2011, che racconta la rivolta dei cattolici messicani contro il governo massonico di Elias Calles, sta incontrando innumerevoli difficoltà ad essere distribuito.

L’industria cinematografica italiana e i responsabili degli esercenti cinematografici dovrebbero acquisire i diritti del film e  dargli la giusta diffusione.

Cristiada. Nel 2012 è uscito in America il primo film da regista di Dean Wright (che ha lavorato agli effetti speciali di **Il Signore degli Anelli – Le due Torri** e **Il Signore degli Anelli – Il ritorno del Re**) con il premio Oscar Andy Garcia ed Eva Longoria (l’attrice di **Desperate Housewives**). **Ma stranamente la distribuzione del film ha incontrato numerosi ostacoli soprattutto in Europa**, dove finora è stato proiettato solo in Polonia (dalla primavera 2013) e in Francia (solo qualche mese fa).

Il film tenta di ricostruire gli eventi della **Guerra dei Cristeros, una massiccia sollevazione popolare dei cattolici messicani che negli anni Venti ha contrastato il potere del presidente messicano massone e anticlericale Plutarco Elias Calles**. Visto l’argomento trattato, la mancata distribuzione della pellicola ha fatto gridare al complotto massonico e liberticida.

Non si tratta di un banale film di propaganda cattolica, ma di una pellicola che racconta la lotta per la libertà religiosa e politica di un popolo oppresso da un governo dispotico e autoritario. L’industria cinematografica europea si sta dimostrando poco entusiasta del film, soprattutto perché l’argomento della libertà religiosa dei cristiani non sembra così accattivante**. E invece si tratta di un diritto umano fondamentale, come dimostrano fatti di cronaca e casi europei e non (le vicende di Asia Bibi e Meriam, le condizioni dei cristiani in Siria e Iraq e così via).

La diffusione di questo film in Italia rappresenterebbe un grande strumento di sensibilizzazione nei confronti dei temi della libertà religiosa, della sua importanza per la democrazia e la libertà politica e dei pericoli del laicismo intollerante e liberticida. Si tratta di contenuti estremamente importanti e attuali anche nella nostra quotidianità.

Una petizione e’ in corso per attirare   all’attenzione delle case di produzione cinematografiche e dei responsabili degli esercenti, per mostrare loro che migliaia di persone desiderano l’uscita di questo film anche in Italia. Qualche mese fa una  campagna di petizioni in Francia ha avuto  il risultato che il film è stato preso in considerazione da un produttore, tradotto e proiettato, con un ottimo successo di pubblico. Sarebbe grandioso fare lo stesso per il nostro Paese.

Lo scetticismo dell’industria cinematografica per questo film può essere vinto solo mostrando quanti potenziali spettatori sono interessati a questa pellicola.

Un interessante video documentario co la storia dei Cristeros ‘e visibile a questo link

http://famigliacattolica.blogspot.com/2011/04/martiri-cristiani.html

Cristiada è un film storico diretto da Dean Wright, scritto da Michael James Love e basato sulla Guerra dei Cristeros (o Cristiada, da cui il titolo) (1926 – 1929). La guerra fu combattuta dai cattolici Messicani contro il governo massonico ed anticlericale del presidente Plutarco Elías Calles che perseguitava la Chiesa Cattolica.
Nei libri di storia non troverete nulla di tutto ciò, assai simile alle persecuzioni compiute da Nerone. Il governo messicano, manovrato dagli Stati Uniti, promulgò una legge che aboliva il culto religioso ed espropriava la Chiesa di tutte le sue proprietà. Il popolo reagì ma  e la repressione fu cruenta: sacerdoti, suore e credenti furono passati per le armi. Vi fu una sollevazione popolare, la Cristiada.  I  cattolici si riunirono in un vero e proprio esercito e sconfissero le truppe governative in quasi tutta la nazione.
Fu la guerra dei cosiddetti cristeros, il cui nome deriva da Cristos Reyes, i «Cristi-Re», come gli avversari definivano con intento spregiativo gli insorti cattolici che combattevano al grido di «Viva Cristo Re!», riprendendo il tema della regalità di Cristo, all’epoca molto popolare e in sintonia con l’istituzione della festa di Cristo Re proclamata nel 1925 da Pio XI.

Redazione