TTIP: la trattativa segreta tra USA-EU della quale non ci parlano

Il TTIP – Transatlantic Trade and Investment Partnership, ovvero il trattato di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti d’America è oggetto di negoziati segreti. Il trattato è stato redatto dall’8 al 12 luglio a Washington e non riguarda solo il settore alimentare, ma anche quello di altri beni di largo consumo, trasporti, servizi, energia, proprietà intellettuale. Abbatterà diverse barriere commerciali tra Europa e Stati Uniti. I contenuti e i termini delle trattative in corso sono di fatto inaccessibili sia agli organi di informazione che ai parlamenti dei Paesi coinvolti ai quali è precluso un accesso integrale alle bozze sugli accordi come denunciato da Wikileaks. Grazie a Wikileaks tuttavia si sa che il numero di rappresentanti dei diversi governi coinvolti è scarso mentre abbondano i lobbisti ed i manager del ristretto club di multinazionali dei più diversi settori, che ovviamente non stanno facendo gli interessi dei popoli.

L’accordo è ritenuto parte, da diversi analisti, della più ampia strategia statunitense per la riconquista di una egemonia globale indebolita e sempre più minacciata dal mutato quadro dei rapporti di forza a livello internazionale. Infatti da una parte si va sempre più rafforzando l’asse economico e geo-politico tra Cina, Russia ed India con l’obiettivo evidente non solo di influenzare gli equilibri dell’area mediorientale ed asiatica ma anche di affermare la propria leadership a livello globale. Dall’altra  Brasile, India, Sud Africa e Messico continuano a crescere e sviluppare il proprio mercato interno, rivelandosi poco controllabili e rafforzando la costruzione di nuove aree commerciali regionali sottratte all’influenza statunitense. In questo scenario di ridefinizione degli equilibri geopolitici ed economici globali, con l’Europa immersa nella criminale crisi economica, volutamente ordita ai danni dei propri cittadini, l’impero statunitense lancia un “OPA” senza precedenti con la piena complicità e il supporto delle più potenti multinazionali economiche e finanziarie. Tale iniziativa infatti è da intendersi sia come una strategia  di riconquista della scena internazionale da parte dei padroni del mondo (l’impero americano-britannico), sia come il tentativo da parte di una élite transnazionale (sottratta a ogni controllo democratico) di procedere sulla strada della costruzione di un “Nuovo Ordine Mondiale”.

Tuttavia, fortunatamente, fino ad oggi c’è stata fortissima contrarietà in Europa a questo accordo di stampo “iperliberista”. Stante la forte opposizione e la certezza che al momento sarebbe impossibile la ratifica dell’accordo da parte del Parlamento Europeo, la controffensiva dei governi europei, succubi del padre/padrone americano, è già partita. Ad esempio in Italia, “colonia dell’impero”, nelle televisioni pubbliche italiane (finanziate con il canone obbligatorio) già si promuove il TTIP rappresentandolo in termini super elogiativi. La controffensiva è infatti fatta tutta di spiegazioni, dai toni rassicuranti, sui vantaggi economici, tutti teorici, futuri ed incerti…volta a cercare di spazzare via quel manto di segretezza che sta alimentando dubbi più che leciti. I nostri media invece di parlarci dei rischi e dei disastri che questo accordo comporterà per l’Italia, ci dicono che l’accordo consentirà di creare in Europa centinaia di migliaia di posti di lavoro, avvantaggiando le imprese europee! La realtà è che con l’approvazione del TTIP i prodotti alimentari USA ad esempio, che arrivano da aziende che devono rispettare molte meno regole sanitarie, saranno estremamente concorrenziali dal punto di vista economico. Gli italiani ingenuamente e/o spinti da necessità economiche correranno ad esempio a comprare carne di origine americana a prezzi più bassi, mentre molti produttori italiani ed europei perderebbero il lavoro e tutti i cittadini italiani sarebbero più a rischio. Ma, come ai vecchi tempi, si è deciso di usare la Propaganda.

Vediamo ora di seguito se è proprio vero che dobbiamo stare tranquilli con il TTIP….

Shock del mercato del lavoro

Nonostante i media ci somministrino ottimismo in dosi massicce, un “assessment” del TTIP elaborato dalla Commissione Europea ipotizza un pesante effetto negativo sul mercato del lavoro europeo in seguito all’entrata in vigore dell’accordo per effetto delle conseguenti pesanti ristrutturazioni dei settori che saranno maggiormente interessati (quali quello dell’allevamento, della produzione di fertilizzanti, di bioetanolo e di zucchero). Ciò a causa (è la Commissione Europea a segnalarlo) dei vantaggi competitivi che avrebbe l’industria statunitense su quella europea, con un relativo impatto negativo sull’intero sistema industriale dell’UE. In particolare la Commissione avverte che l’impoverimento maggiore riguarderebbe il sud Europa (avete capito italiani che si sta parlando anche di voi?), già messo a dura prova dagli effetti recessivi delle politiche d’austerità (A brave new Transatlantic Partnership, p. 10). Cosa potrebbe accadere al mercato del lavoro? Almeno due immediati effetti: 1) perdita di posti di lavoro; 2) abbassamento degli standard dei diritti sindacali e previdenziali. Si preannuncia infatti sui diritti del lavoro un attacco violento e “senza prigionieri”. I diritti dei lavoratori sono infatti inseriti alla voce delle “barriere non-tariffarie” da abbattere nel TTIP.

Intellectual property

Il TTIP sembrerebbe prevedere il recupero di diversi paragrafi dell’ACTA (Anti-counterfeiting trade agreement), accordo multilaterale sulla proprietà intellettuale che gli USA avrebbero voluto e che è stato bloccato dal Parlamento europeo nel 2012 a causa delle gradi proteste dei cittadini. Con tale accordo il copyright avrebbe acquisito enorme potere legale e sanzionatorio, limitando al tempo stesso il libero accesso alla cultura e dando accesso illimitato al trattamento dei dati personali degli utenti in violazione della loro privacy. Il web inoltre diventerebbe un sistema di monitoraggio e sorveglianza, decretando di fatto la fine della libertà di informazione.

Vuoi mangiare cibo sano? Non potrai più….viva gli OGM ed i pesticidi

Se il TTIP passasse probabilmente i consumatori europei, invasi da prodotti USA, (dove i produttori di cibo USA non sono vincolati a rispettare gli stessi standard di benessere animale e ambientale che ci sono in Europa) non avrebbero più la possibilità di scegliere di non mangiare OGM. Negli USA circa il 70% dei cibi lavorati e venduti nei supermercati contengono ingredienti OGM (in internet sono rintracciabili i video degli esperimenti condotti in laboratorio su alcuni criceti che mostrano gli effetti nocivi dell’utilizzo di mangime OGM). Gli OGM hanno portato tra l’altro, per le resistenze createsi all’erbicida Glifosate (alcuni studi/ricerche parlano di possibili effetti sull’uomo di tale prodotto), ad un aumento massiccio dell’uso di pesticidi in agricoltura. La legislazione USA al riguardo pone limiti molto più blandi rispetto a quella europea.

 A tal riguardo occorre segnalare che il Comitato ENVI del Parlamento Europeo ha votato promuovendo l’adozione di misure nazionali per vietare in tutto o in parte la coltivazione di OGM, a partire da motivazioni sociali, etiche ed economiche. Un aspetto importante è il divieto per le potentissime multinazionali OGM di negoziare direttamente con gli Stati membri per l’approvazione delle colture. Sebbene diversi OGM siano stati approvati per la coltivazione, ad oggi in Europa solo il MON810 è ancora coltivato, mentre la patata Amflora della BASF e altre due varietà di mais sono state abbandonate. E l’anno scorso Monsanto ha dichiarato pubblicamente che non cercherà più di entrare nel mercato UE degli OGM. La procedura prevede che ora la bozza ritorni al Consiglio UE per una ulteriore discussione, prima di una seconda lettura al Parlamento UE.

Ormoni della carne

Negli Usa il 90% del manzo è prodotto con ormoni e promotori della crescita bovina, considerati cancerogeni. In Europa dal 1988 l’utilizzo degli ormoni della crescita subisce forti restrizioni. Gli USA continuano a deplorare Bruxelles e a fare pressione perché cessi il rifiuto europeo delle carni che contengono “cloridrato di ractopamina”, medicinale usato per gonfiare la carne di suini e bovini. La ractopamina è stata bandita in 160 paesi. Però per gli USA il rifiuto ad oggi dell’Europa è ingiustificato….

Uso del cloro nella produzione di polli

Negli USA per la produzione del pollo e tacchino le carcasse degli animali vengono trattate con il cloro prima della vendita, un processo che è stato bandito in Europa dal 1997.

 Uso di interferenti endocrini

La UE ha fissato livelli massimi di contaminazione da interferenti endocrini (sostanze chimiche note per la loro capacità di alterare il sistema ormonale umano) a un livello che bloccherebbe il 40% di tutte le esportazioni di generi alimentari statunitensi verso l’Europa.

Danni a marchi e denominazioni d’origine

La vendita in Italia dei prodotti USA con nomi simili o uguali ai nostri prodotti non potrebbe più essere combattuta perché questi prodotti non sarebbero più considerati come concorrenti sleali. Per capire il danno per il sistema Italia basti pensare che il sistema delle produzioni Dop e Igp in Italia genera un fatturato alla produzione di circa 7 miliardi di Euro e al consumo di circa 12,6 miliardi di Euro ed un valore di export pari al 32%.

In generale, in campo alimentare, l’accordo mette in discussione il principio da sempre adottato in Europa secondo il quale un prodotto non deve essere commercializzato se c’è il rischio per la salute dei cittadini. Il principio di precauzione richiede che il prodotto alimentare sia sicuro oltre ogni ragionevole dubbio. Il governo USA non utilizza questo principio.
ATTENZIONE: La Commissione Europea ha già anticipato di voler rivedere le misure di sicurezza del cibo “con l’obiettivo di rimuovere le barriere non necessarie”. In tal modo ridurranno significativamente le distanze tra le due normative e cosi facendo prepareranno di fatto la strada all’approvazione del TTIP. Per dimostrare la propria buona volontà nell’andare incontro alle richieste pressanti degli USA, la Commissione Europea ha già messo fine al bando europeo sulle importazioni di maiali vivi dagli Usa e di carne bovina trattata con acido lattico, nonostante l’opposizione di alcuni stati membri della UE.

Allora domandiamoci una cosa: ma la Commissione Europea ci rappresenta davvero o legifera contro la volontà e gli interessi vitali dei popoli? Quando finalmente verrà posta al centro del dibattito pubblico la questione fondamentale della rappresentanza effettiva e del governo democratico dei popoli europei, prima che il “mostro europeo” si trasformi in tirannia? Speriamo non sia già troppo tardi…

Arturo Sermoneta