Non sono extraterrestri! (II parte)

 

 VITTIME DELLA NEW AGE

Nel cercare di capire il significato del mistero UFO e le conseguenze ad esso collegate, ci appassionammo sempre di più nell’apprendere quei fenomeni legati alle capacità mentali studiati dalla parapsicologia. Scoprimmo un mondo enigmatico ma soprattutto sfuggente, dove prendevamo tutto sul serio, comprese quelle teorie rifiutate dal mondo scientifico, le quali, di fronte all’evidenza delle spiegazioni, ci sembravano logiche e razionali. Ci facevamo forti del fatto che nel passato, la scienza, prima di accettare una nuova scoperta, la rifiutava a priori per chiusura mentale.

Scoprimmo che la legge della gravità, o che l’esistenza di meteoriti, oppure che la teoria della relatività, o la possibilità di volare con cose più pesanti dell’aria, tanto per citarne alcune, dovettero passare degli anni, prima di essere accettate. Quindi di conseguenza, ci sembrava logico credere che anche l’ufologia sarebbe dovuta passare al vaglio dei tempi, prima di essere riconosciuta.

Considerammo sul serio il “fenomeno” Uri Geller. Ci lasciammo affascinare dai libri di Robert Charroux. A memoria ricordo che fosse un giornalista, saggista, studioso di archeologia preistorica, che teorizzava sulla venuta dei Signori dello Spazio fin dall’antichità per insegnarci ad evolvere melle conoscenze tecnologiche.

Mi ricordo di un certo Aime’ Michel, filosofo francese del “libero pensiero”, per il quale con la sua teoria dell’ortotenia (i dischi volanti viaggiano in linea retta), non ebbe molto credito e neppure un significativo seguito.

Ci fu anche uno svizzero – Erich von Daniken, il quale teorizzo e ricostruì, a modo proprio, la creazione dell’uomo  avvenuta da parte di antichi astronauti considerati “dei”.

Molti altri scrittori sfruttarono sul momento l’argomento ufo assai in voga negli anni settanta e ottanta, scrivendo anche libri, a dir poco, offensivi all’intelligenza umana. Purtroppo ebbero anche un discreto successo.

Però, ci furono un paio di scrittori, per i quali nutrii molto interesse, in quanto le loro teorie furono illuminanti per le mie successive conclusioni. Conclusioni che spiegherò in seguito, quale esse furono, con tanto di prove. Questi scrittori furono l’astronomo Jacques Valleè (ipotizzava una provenienza da altre dimensioni) e il giornalista John Keel (per esperienza diretta, per lui, il fenomeno, sconfinava nel paranormale; io dico nel preternaturale).

Non ci eravamo resi conto della paccottiglia di teorie, dove, fra l’altro, non avevamo nessuna preparazione di studi scientifici di base che ci avrebbe potuto permettere di interloquire con chiunque ci avesse contestato a dovere sull’argomento. Ripetevamo a pappagallo quello che avevamo letto su questi libri. Per noi era la “verità”! E’ così che inconsapevolmente, partecipavamo al cambiamento culturale epocale, dove le nuove frontiere della mente, perseguite dalla nascente “New Age”, ci avrebbero dovuto portare verso un nuovo paradigma sociale. Si stavano diffondendo sia un neo-gnosticismo, che in  quegli anni, alcuni scienziati dell’università americana di Princeton con un comunicato globale (*) ne diffondevano la fondazione, sia quelle filosofie orientali che si stavano diffondendo in tutto l’occidente, le quali si formavano  sulla meditazione “trascendentale”, in quanto tecnica da usare per potenziare le capacità mentali.

Nel trascorrere degli anni molte persone ci contattarono, a volte erano molto giovani  e anche piuttosto stravaganti. Infatti devo confessare, che in alcune riunioni, rimanemmo tutti molto disturbati, quando ospitammo dei giovani che si presentarono come “luciferiani” alcuni, e “satanisti” altri.

Era il campanello di allarme… ma non lo sentimmo!

I ” W56″ 

Durante tutto questo tempo di affannose ricerche, il prof cominciò a rivelarci, man mano che ci addentravamo sempre di più, e vedendo che la questione diventava sempre più sfuggente, di una presenza aliena in Italia. Ci raccontò alcuni particolari su costoro, e sulla loro presenza secolare, nonché di una base segreta sotterranea nei pressi di Montesilvano a Pescara. Ci raccontò che essi avevano un aspetto come il nostro, differenziandosi solo nell’altezza; chi uguale a noi, chi più basso chi molto più alto. Avevano contattato alcune persone del posto, con le quali ebbero facile amicizia e per fare richieste apparentemente inconcludenti. Di questo gruppo di contattati ne faceva parte  l’ingegner Breccia, e senza troppo coinvolgimento il dottor Ghibaudi, ma il vero tramite di tutta questa storia era un certo Bruno Sammaciccia che non conoscemmo mai di persona.

Anche al prof  gli fu chiesto di farne parte. Fu così che ci racconto’ di esperienze a dir poco incredibili, che tralascio per rispetto degli scettici. Però, dopo aver constatato che i fenomeni a lui manifestati erano esclusivamente fine a se stessi, non ne volle far parte, sentendosi per certi versi fastidiosamente usato. Comunque ne fece solo tesoro per i suoi studi.

In riferimento al tipo di richieste che questi “extraterrestri” facevano, essi usavano gli “amici” per farsi procurare un enorme quantità di materiali (vari metalli e molto  cibo) per trasportarli in un certo luogo ed attendere che venissero “teletrasportati”. In definitiva erano solo richieste da eseguire come degli automi in cambio di soddisfare la propria curiosità, riguardanti  la loro storia, i loro usi e costumi e la loro filosofia di vita, con l’intento di conoscerli personalmente;  fare cioè…”Amicizia”.

Comunque per esaudire  la nostra di curiosità, il prof ci rivelò il modo di come venivano  chiamati; essi erano definiti con una sigla: W56. Oggi dopo tanti anni di silenzioso segreto, anche su internet è reperibile tutta la loro storia. Basta digitare W56  per rendersi conto del vuoto abissale, sia filosofico, religioso, artistico e sociale, di questa inventata o no, oscura e triste presenza. Confermo assolutamente ciò che si legge oggi  su alcuni particolari relativi a delle lotte fra due gruppi antagonisti. Sapevamo, senza conoscerne i retroscena, che questi W56, erano in forte contrasto con un’altra razza aliena denominata CTR (acronimo di CONTRARI).

Naturalmente di tutta questa storia a quel tempo, noi non ne conoscevamo i particolari, ma ci affascino’ e ci coinvolse totalmente, anche perché le testimonianze dirette erano raccontate da persone estremamente qualificate e studiosi molto seri. Per cui quando ci raccontavano di essere stati presenti ad un combattimento tra UFO, con tanto di documentazione fotografica, si dimostrarono del tutto credibili. E tutt’oggi non posso dire il contrario!

QUALCOSA C’ E’…MA COSA?

Trovo che sia molto semplicistico e poco intelligente affermare, su cosa si vede volare nei cieli, che siano tutte baggianate o fantasie di menti psicologicamente disturbate.

Nel 1969 ero a Bari, dove prestavo il servizio di leva nell’esercito. Durante questo periodo, fra i tanti servizi che si dovevano svolgere, ci fu una notte che dovetti fare due ore di turno di piantone all’armeria. Per mia fortuna, dato che si svolgeva all’aperto, non faceva freddo nonostante l’autunno inoltrato.

Guardando il cielo stellato, senza luna, mi balenò l’idea, con malcelata speranza, di poter avere la possibilità di un avvistamento UFO. Non ebbi il tempo di fantasticare per molto sull’idea. Quando dalla mia destra, ad una media distanza, poco più in alto del bordo della casermetta da dove piantonavo l’entrata, veniva verso di me, ad una velocità apparentemente lenta per effetto della prospettiva frontale, un oggetto luminoso , più o meno, come il pianeta Venere.

Pensai, sorridendo fra me e me, che certamente era un aereo di linea. Aspettai che si avvicinasse di più per sentirne il rombo. Ma man mano che si avvicinava, la velocità, non essendo più apparente, diventava sempre più sostenuta e con l’orecchio teso per ascoltare il classico rumore di aereo, non sentii nessun rombo. Fu un silenzio totale. Arrivato poi precisamente sulla mia verticale, fece una brusca virata scomparendo dietro la casermetta. E’ inutile dire che rimasi moderatamente emozionato e non volli illudermi di essere stato esaudito di un desiderio espresso senza particolare pretesa.

Mentre rimuginavo sull’accaduto, cercando di spegnere l’entusiasmo, dallo stesso punto iniziale, con grande mio stupore, rividi quell’oggetto luminoso riapparire dallo stesso punto e ripercorrere lo stesso identico tragitto. Arrivato sulla mia verticale di nuovo virò bruscamente per sparire per la seconda volta dietro la casermetta.

Ma che dire, quando poi ripeté per la terza ed ultima volta quel volteggio misterioso? Cercai di rimanere abbastanza distaccato e non volli darmi nessuna spiegazione. Non sapevo cosa pensare, ma qualcosa di inspiegabile era accaduto. Non aveva niente a che fare con un altro mio precedente, credo presunto, avvistamento. Quando tempo addietro, insieme alla mia fidanzata, l’attuale mia moglie, vedemmo di sera mentre passeggiavamo, un oggetto luminoso rotondo apparentemente grande come la testa di un chiodo che pulsava di un color rosso-arancio. L’oggetto zigzagava andando verso l’alto sulla nostra verticale, fino a scomparire nel buio del cielo.

Comunque la risposta la ebbi il giorno dopo, perché con mia grande sorpresa sui giornali di Bari apparve in cronaca un articolo, dove si parlava di un Ufo che aveva sorvolato nottetempo la città.

Ma non per questo che oggi possa affermare che si trattasse di un oggetto extraterrestre. Era solo un modo, attraverso questa presenza misteriosa, di attirarmi dentro un fenomeno di tutt’altra natura, altro che ” Fratellanza Cosmica” o “Amicizia”.

I PRIMI SEGNALI

Ho già accennato precedentemente a quelle presenze inaspettate e inopportune in alcune nostre riunioni. Una volta si presentarono due ragazze molto giovani, tutte vestite di nero, pallide in volto, con un’ aria da cimitero. Ci rivelarono con estrema disinvoltura  il disprezzo totale  per il simbolo della croce, in quanto per loro si trattava di un simbolo di morte. Volevano avvicinarsi all’ufologia sentendola molto affine ai loro interessi, ma che noi prontamente li qualificammo di dubbia origine. Dopo questa presenza “dark”, abbastanza inquietante, decidemmo di non contattarle più. Devo confessare che cominciai a chiedermi quale erano le affinità con l’argomento in questione e che cosa soprattutto cercavano nell’ufologia.

In un’altra riunione conoscemmo due ragazzi e una ragazza, anch’essi molto giovani, che apparentemente partecipavano al nostro consueto scambio di notizie e opinioni accentrato su l’ ipotesi di origine del fenomeno. Quando gli ospiti cominciarono a digredire dall’argomento cercando di dargli  un’impronta vagamente spiritualistica. Ma il loro obbiettivo era quello di trovare il modo di qualificarsi spavaldamente, nel bel mezzo della discussione, come: “luciferiani”.

Neppure loro li contattammo più e nemmeno si fecero più sentire.

Di nuovo, per l’ennesima volta, mi chiesi che cosa centravano e che cosa soprattutto, volevano?   Cominciai a notare una sorta di “trait d’union” che collegavano tutte queste persone coinvolte nello studio dell’ufologia. Avevano una caratteristica peculiare, nella loro “forma menti”, di seguire una filosofia mista di religioni orientali, di panteismo esoterico iniziatico, uno gnosticismo al quanto casareccio ma non meno pericoloso. Interesse per l’astrologia alchemica e la medianità. Insomma tutto ciò che di misterioso e anche di mistificatorio poteva esserci nel corso della storia umana.  Gli interessi erano rivolti verso le profezie di Nostradamus, Malachia, Giovanni XXIII, il Ragno Nero. Si leggeva uno sconosciutissimo Pietro Ubaldi, che con la sua “Grande Sintesi” e altri volumi, descrisse l’esoterica figura del “Cristo Cosmico”. Ci si lasciava affascinare dai testi sacri indù come il “Ramayana” che parlava dei “Vimana”, i quali erano descritti come mezzi volanti usati dagli dei. Oppure delle capacità mentali dei monaci tibetani; le levitazioni degli sciamani; del misterioso popolo africano dei “Dogon”, dove la loro tradizione descriveva la loro provenienza dalla stella doppia di Sirio. Il mistero dell’isola di Pasqua, di Stonehenge, dei graffiti dei monti Tassili. La rivisitazione in chiave ufologica della visione del profeta Ezechiele; il carro di fuoco del profeta Elia. E poi, degli gnomi e folletti della Teosofia di Madame Blavatsky e di Alice Bailey, dei cerchi nel grano…e altro ancora.  Insomma, un arcano minestrone dove l’umanità era stata illuminata dagli “Incogniti Superiori” comparsi sulla Terra millenni e millenni fa, lasciando qua e là briciole di conoscenza tenuta segreta da degli “iniziati” proni al loro servizio.

E’ qui che la mia fede, anche se poco coltivata ma con un particolare devozione alla Vergine Santa, si scosse dal torpore. Ma prima di arrivare alle mie conclusioni, devo aprire un altro e breve capitolo, che descriverò in seguito, su un altro caso vuoto e indefinibile…il caso Ummo.

Continua…

Johannes

(*) Un giorno mentre ero fermo ad un semaforo, si avvicino’  un giovane che distribuiva dei volantini di tipo proclama, dove si comunicava la fondazione, da parte di alcuni scienziati dell’università di Princeton, del neo-gnosticismo.

1ma parte

3a parte

Un pensiero riguardo “Non sono extraterrestri! (II parte)

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