La medicina omeopatica – 1a Parte

Provo un certo particolare piacere nell’esternare alcune mie riflessioni sulla medicina omeopatica, tanto da cercare da profano un po’ di chiarezza, dissipando la coltre di confusione in cui la stessa, a parer mio, è inesorabilmente caduta.

Approfitto di questo spazio, ringraziando per l’opportunità di testimoniare a suo favore, nel tentativo di darle a mio giudizio, con somma umiltà e modestia, il posto che merita. Non sono un medico ma un paziente che umilmente, dopo venti anni e più di cure esclusivamente omeopatiche, osservo e annoto, come la medicina omeopatica venga confusa con altre discipline di dubbia scientificità. A   causa di alcuni personaggi, a dir poco…folkloristici, ed altri che, o per convinzione propria, o perché hanno visto da che parte “soffiava” il vento, è stato  stravolto l’insegnamento hahnemanniano, rigidamente sperimentato.

       Sono passato a l’omeopatia dopo anni di cure inutili da parte della medicina ufficiale.  Non avendo dimenticato le peripezie passate per trovare uno straccio di farmaco omeopatico, e l’aria di sufficienza con cui ti guardavano i farmacisti, mi sento ora spinto dal rilevare con forza e passione, un’intrusione di natura pseudo scientifica, mista a religioni filosofiche di varia natura, fuorviante dalla sua vera origine sperimentale.

Mi riferisco a quelle associazioni mentali assai confuse quando si vuole parlare di medicina omeopatica. La si accosta a tutte quelle terapie alternative nate dai movimenti di sviluppo del potenziale mentale umano, sulla scia del minestrone sincretista della New Age appartenenti a l’antropologia orientale. Essi sono di ispirazione ayurvedica e tibetana. Si nota infatti, quando si accenna a l’omeopatia, un certo atteggiamento sapienziale, da parti di molti, che confondono l’argomento con lo yoga  parlando dei 7 chakra (centri di trasformazione dell’energia psichica); dello yin e dello yang (visione dualistica dell’esistenza, positivo e negativo); sul colore delle emanazioni auree; sulla meditazione trascendentale… e quant’altro.

         Altre terapie con cui la si confonde più facilmente sono la fitoterapia (cura con le erbe) e l’agopuntura. Infine ci sono quelle di natura magico-esoteriche: l’astrologia medica , la magnetoterapia, l’istintoterapia, la gemmoterapia, ecc.  Sia chiaro che ognuno è libero  di scegliere qualunque di queste terapie, ma, per favore, non confondiamole con la medicina omeopatica.

In questo frullato naturopatico ci sono medici omeopati che utilizzano per una loro convinzione anche queste cosiddette terapie. Essi sono inseriti in un sincretismo terapeutico, scaturito da quella brodaglia maleodorante che bolle da quasi mezzo secolo nel pentolone arcobalenato della New Age…stupefacente cambiamento paradigmatico. Tutto questo ha fatto si che l’omeopatia venisse inserita e confusa fra queste terapie di natura gnostica, che, oltre tutto, ha inquietanti risvolti occulti  che inquinano le anime degli sprovveduti.

           Devo constatare così, a  mio malgrado, che questa cultura che accontenta tutti, ha permesso di far cadere nella “rete” una moltitudine di persone, le quali si dichiarano pazienti omeopatici, ma che in realtà non lo sono; una convinzione che è da attribuire al fatto che, tuttavia, la medicina omeopatica rimane un oggetto misterioso e sconosciuto. Ignorata da molti e totalmente dai media, predominio inespugnabile della medicina ufficiale.

 Sono approdato all’omeopatia dopo una lunga e tormentata ricerca, avendo modo di conoscere una nuova e sorprendente visione della medicina. Con l’andar del tempo, oltre a capire e acquisire una buona conoscenza, mi sono reso conto che la prima cosa da fare era quella di disimparare quel poco di cultura medica con la quale noi tutti siamo cresciuti. Infatti chi pratica e studia il pensiero omeopatico ha i mezzi per sviluppare una nuova “forma mentis” da opporre, nella sua complementarietà, a quella ufficiale.

UN PO’ DI POLEMICA

          Il suo riconoscimento trova tuttora molte opposizioni da parte del mondo scientifico, dovute in gran parte a questa confusione di medicine alternative complementari e non convenzionali, oltre alla tanto discussa efficacia del rimedio omeopatico. La metodologia sperimentale clinica e terapeutica del farmaco omeopatico, viene offuscata per mancanza di corretta informazione, divenendo uno dei bersagli preferiti su cui ironizzare da parte della medicina ufficiale; la quale nella sua stragrande maggioranza ne ignora del tutto i principi. La medicina ufficiale di per se non possiede una legge definitiva ne principi immutabili in base ai quali somministrare i farmaci. Con questi presupposti si erige, nella sua totalità ad una sola ed unica verità scientifica. Ma che dire poi, quando i suoi metodi così rigidamente scientifici, vengono meno, laddove, nel verificare una sperimentazione sull’efficacia di un rimedio omeopatico, utilizza come “esperti”, prestigiatori e giornalisti?…Ma questa è un’altra storia!

       Nonostante ciò, la medicina omeopatica è conosciuta in molte parti del mondo ed è praticata con successo da migliaia di medici. Da duecento anni cura e guarisce malattie acute, croniche ed epidemiche con rimedi ultramolecolari sperimentati sull’uomo sano. La medicina omeopatica è scienza e arte medica che cura le persone nella loro totalità. Le informazioni con cui i media riempiono il nostro cervello sugli interventi “miracolosi” della medicina ufficiale, sono  il frutto di una cultura medica organicista, la quale impedisce loro di prendere in considerazione la totalità di una persona ammalata. Classifica le malattie di un organo attribuendogli nomi così ampollosi che servono più che altro a creare distanza fra medico e paziente. Quindi, poi, i sintomi  che si presentano, vengono repressi con i loro farmaci sintetici. Farmaci che oltretutto provocano effetti collaterali, senza contare anche delle controindicazioni.

          Per comprendere meglio quello che dirò, devo prima premettere che qualsiasi azione terapeutica che agisca localmente e settorialmente, viene considerata una soppressione dei sintomi non una guarigione; si tratta di una interferenza nella Vix medicatris naturae, cioè della dynamis, la forza vitale curatrice della natura. Detto ciò, si può affermare, che una patologia si presenta evidenziandosi nei sintomi che attraversano  la parte più debole del corpo, i  quali rappresentano invece un campanello d’allarme  nella dinamica vitale. Per l’omeopatia ristabilire la salute, non significa sopprimere quei sintomi, bensì di ripristinare un equilibrio psicofisico. Certamente non disconosco la capacità della diagnostica moderna della medicina ufficiale, ma la mancanza di una visione integrale ha portato ad una gigantesca mole di entità cliniche, cosi che, riconoscendo la tenacia da parte loro nel cercare di capire gli effetti, sanno sempre di più sul come, ma ignorano e trascurano la ricerca delle cause. -” Poi che non c’è niente che esista senza una causa, gli organi non sono l’uomo. L’uomo viene prima degli organi. La malattia e la cura devono seguire lo stesso ordine dall’uomo agli organi e non viceversa”- (J.T.Kent). La medicina omeopatica è un’ arte medica nuova, da sempre, lo dimostra il fatto che in ogni singolo caso interviene con la forma terapeutica più adatta.

        La ricerca delle cause comunque è così complessa, che quando Pasteur scoprì i microbi, la scienza positivista sembrò liberata di un gran peso: finalmente un capro espiatorio, qualcosa di documentabile rintracciabile e sterminabile. Ben che  durante alcune epidemie virali non tutti si ammalavano, lo stesso Pasteur sosteneva, che i batteri non sono tutta la causa, ma soprattutto il “terreno” cioè la predisposizione ad ammalarsi. Certo, con gli antibiotici spariscono i sintomi, ma si è pronti ad ammalarsi di nuovo in quanto il “terreno”, rimanendo nella similitudine, non è ben coltivato.

           Purtroppo la cultura della medicina ufficiale è costruita sulla legge dei contrari  o quella degli anti. Tant’è vero che nel nostro modo di esprimerci usiamo chiedere un farmaco contro la tosse; contro la febbre; contro l’infezione…

           Riflette un abitudine mentale derivata dalla nostra impostazione culturale. Ecco perché seguendo questa logica le malattie diventano un fatto locale, un nemico da abbattere inesorabilmente. Viene così organizzata una lotta spietata una metodica scientifica che produce farmaci anti.

Sagittarius – prima parte

2nda Parte

3a parte

4a parte

2 pensieri riguardo “La medicina omeopatica – 1a Parte

I commenti sono chiusi