Lo scandalo del Forteto

Una delle pagine più tristi e vergognose della storia italiana recente: si chiama “Il Forteto”. “Il Forteto” è una cooperativa agricola, in Vicchio del Mugello, Toscana, fondata nel ‘77 .

Essa si strutturò presto come comunità di accoglienza e di recupero, e lungo gli anni, vennero affidati alla comunità del Forteto molti bambini provenienti da situazioni di disagio, spesso vittime di violenze e abusi, a volte disabili.

Il “Forteto” era presentato come una comunità modello, celebrata in Italia e nel mondo da personaggi della politica, delle istituzioni e della cultura.
In verità, sotto le apparenze, si nascondeva un vero e proprio inferno. Già nel ’79, Rodolfo Fiesoli, fondatore del Forteto, venne condannato per atti di libidine violenta, corruzione di minorenne e maltrattamenti, ma lo stesso giorno della sua uscita dal carcere fu affidato alla comunità un ragazzo disabile!

Il Forteto divenne una vera e propria “setta”, con la sua ideologia, i suoi “lavaggi del cervello”, il suo leader carismatico: Rodolfo Fiesoli appunto, che si faceva chiamare “Il Profeta”. Nel Forteto, i bambini erano sottoposti a maltrattamenti e abusi di ogni tipo, per più di trent’anni, e non solo dal Fiesoli, ma da molti altri membri della comunità, compresi i “genitori affidatari” dei bambini: “Ero stata abusata dal mio genitore naturale – racconta Marika – sono arrivata lì a 8 anni, nel 1983, dopo qualche anno il mio padre affidatario comincia a dirmi che per superare il trauma serviva che io lo rivivessi …”.

Tutto nel Forteto ruotava intorno ad una ideologia: l’omosessualismo radicale. L’omosessualità era promossa in ogni modo e l’eterosessualità osteggiata. Le donne e gli uomini all’interno della comunità vivevano divisi, anche se sposati. I rapporti dei bambini con la famiglia d’origine dovevano essere totalmente spezzati.

Molte vittime raccontano di essere state convinte a raccontare ai magistrati minorili di abusi inventati, mai subiti dalla famiglia di origine. Chi veniva scoperto in atteggiamenti eterosessuali veniva sottoposto al rituale dei “chiarimenti”: una sorta di confessione pubblica degli atti o semplici fantasie eterosessuali, oppure degli abusi subiti dalla famiglia d’origine (spesso inventati). Coloro che si ribellavano subivano punizioni corporali: “Tirate di capelli, botte con il mattarello, zoccolate … si veniva richiusi nella cella frigorifera …”.

Una comunità, dunque, nella quale è accaduto di tutto, per oltre trent’anni, grazie al sostegno e alla copertura di politici, magistrati, servizi sociali, istituzioni regionali. Nel 2000 persino la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo aveva condannato l’Italia per l’affidamento al Forteto di due bambini, imponendo il risarcimento dei danni morali per trattamenti contrari alla Convenzione dei Diritti dell’Uomo. Nel 2011 Rodolfo Fiesoli viene di nuovo arrestato, e, in questo momento, 23 membri del Forteto, tra cui il Fiesoli, sono sotto processo per maltrattamenti, abusi sessuali su minori e violenza sessuale di gruppo.

Ebbene: da diverse fonti apprendiamo che ci sono ancora minorenni e disabili al Forteto!
Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto! Ti chiediamo di firmare la nostra petizione, proprio al fine di unire la tua voce a tutti quelli che vogliono che questo incubo finisca, in nome di tutte le vittime del Forteto che hanno sofferto ogni genere di abusi durante decenni, e in particolare per i minori che ancor oggi si trovano in quell’inferno, affinché vengano immediatamente allontanati da quel luogo. Salviamo i bambini dal Forteto!

Antonio Brandi
Editore “Notizie Pro Vita”