La moneta, Dio o Mammona

L’ essere misterioso che lotta con Giacobbe sulle rive del torrente Jabboc (Genesi, 32,25) è Satana. L’esattezza di questa interpretazione si desume dai seguenti argomenti: a) appare con le tenebre, scompare con la luce; b) è qualificato angelo e dio; e) lotta con l’uomo.

Satana è, infatti, signore delle tenebre (Atti degli Apostoli, 26,17,18); è l’unico essere in cui possono coesistere i due termini di Angelo e dio perché pretende, per superbia (che è l’unico peccato possibile per l’angelo), di essere adorato come dio (Mt. 4,9); Lotta con l’uomo.

Dio non può lottare con l’uomo poiché è infinita la disparità di potenza. Sostenere il contrario sarebbe più che dire che l’uomo possa lottare con un verme. Si può così comprendere il criterio fondamentale per l’interpretazione del Vecchio Testamento. Quando in un contesto organico un termine assume un significato equivoco, per il principio della totalità e coerenza ermeneutica, l’equivoco rimane in tutto il contesto. La parola “dio” assume nella Bibbia a volte il significato di Dio a volte quello di Satana.

È il Nuovo Testamento che chiarisce definitivamente questo equivoco quando Cristo insegna (Mt. 6,24); “Nessuno può servire due padroni. ..Non potete servire Dio e Mammona”. La distinzione fra Dio e Mammona viene concretamente insegnata da Cristo con l’undicesimo comandamento: “Amatevi come io vi ho amato”.

È questo essenziale messaggio che sconvolge l’interpretazione di tutto il magistero ebraico. Ciò che caratterizza, infatti, la distinzione fra la cultura semita e la cultura romano-cristiana sta nel fatto che in quella la religione è considerata come strumento al servizio della sovranità, in questa la sovranità è subordinata eticamente al magistero della Chiesa. Il messia di gloria degli ebrei e la guerra santa dell’Islam si contrappongono in rapporto di assoluta incompatibilità al Messia Crocifisso quando afferma: “Il mio regno non è di questo mondo”, “fate la volontà del Padre mio che è nei cieli ed il resto vi sarà dato in sovrappiù”.

Su queste premesse si può interpretare il passo del Deuteronomio (15,6); “Il Signore Iddio tuo ti benedirà come ti ha promesso e tu presterai a molte genti e non prenderai nulla in prestito; signoreggerai su molte genti ed esse non signoreggeranno su di tè”. Qui è Satana che parla perché il signoraggio è “prestare il dovuto”. Vi è infatti un solo modo di essere “creditori di tutti i popoli del mondo e debitori di nessuno”: emettere moneta prestandola.

E poiché crea il valore della moneta non chi la emette, ma chi l’accetta, tutti possono prestare denaro tranne chi lo emette. Ecco perché il signoraggio costituisce l’essenza del potere di Satana come principe di questo mondo perché la sovranità monetaria è parte costitutiva essenziale della sovranità politica.Quando la moneta era d’oro, il portatore ne era il proprietario. Chi trovava una pepita se ne appropriava senza indebitarsi verso la miniera.

Con la moneta nominale (nata nel 1694 con la sterlina e la Banca d’Inghilterra) il portatore è stato inconsapevolmente trasformato da proprietario in debitore del “suo” denaro nella più grande truffa di tutti i tempi. Facendo leva, infatti, sul riflesso condizionato causato dall’abitudine secolare di dare sempre un corrispettivo per ricevere denaro, le banche centrali hanno indotto tutti i popoli del mondo ad accettare la propria moneta, all’atto dell’emissione, col corrispettivo del debito.

Il costo del denaro, all’atto dell’emissione, è diventato così del 200% perché il portatore ha perso il 100% della proprietà indebitandosi contestualmente di altrettanto verso la banca centrale. Si è spacciata per democrazia l’usurocrazia. La rendita parassitaria da signoraggio è stata ed è tuttora percepita dagli azionisti delle banche centrali S.p.A. come differenza fra costo tipografico e valore nominale della moneta che emettono prestando.

Con la scoperta del valore indotto, come puro valore giuridico, si è dimostrato che la moneta ha valore per il semplice fatto che ci si metta d’accordo che lo abbia anche se il simbolo è di costo nullo e senza riserva.Evidenziato, infatti, che la moneta ha valore perché, essendo misura del valore, come ogni unità di misura, è una convenzione, la materia prima per fabbricare moneta è la medesima che serve a creare fattispecie giuridiche: forma e volontà normativa: nel caso specifico, simbolo e convenzione monetaria.

E poiché ogni unità di misura ha la qualità corrispondente a ciò che deve misurare, come il metro ha la qualità della lunghezza perché misura la lunghezza, la moneta ha la qualità del valore perché misura il valore. Pertanto la moneta è anche il valore della misura che è il potere d’acquisto. Questo valore costituisce l’oggetto del parassitismo da signoraggio, subito da tutti i popoli del mondo con l’avvento della moneta nominale.L’incompatibilità tra signoraggio e dottrina sociale della Chiesa basa sulla contrapposizione tra due formule: “Tutti debitori” (Deuteronomio, 15,6) e tutti proprìetari”(Enc. Rerum Novarum, par. 35; Centesimus Annus, Cap. IV, par. 34).

È stato possibile realizzare l’assurdo storico dei popoli debitori della propria moneta perché il debitore non si accorge di esserlo. Egli si illude, infatti, di essere proprietario della moneta che ha in tasca in quanto il prestito gli consente la proprietà provvisoria per la durata del prestito. In effetti i padroni delle banche centrali sono in grado di pretendere la restituzione della moneta emessa, in tempi e quantitativi da loro stessi arbitrariamente stabiliti e programmati, con la medesima libertà con cui l’allevatore di bestiame stabilisce la quantità di latte da mungere.

Ciò spiega perché sono totalmente cambiate le caratteristiche del prelievo fiscale. Quando la moneta era proprietà del portatore (oro) il prelievo fiscale era un atto di scambio tra contribuente e stato ed il tributo era commisurato e finalizzato ai costi delle funzioni e servizi statali. Con l’avvento della moneta-debito (c.d. moneta nominale) potenzialmente il prelievo grava su tutto il denaro in circolazione perché tutto è gravato di debito verso la banca centrale.

Avverte questa alterazione del sistema tributario la Rerum Novarum (par, 35): “… la proprietà privata non venga oppressa da imposte eccessive… l’autorità pubblica … agisce contro la giustizia e l’umanità quando, sotto il pretesto di imposte, grava oltre misura sui beni degli individui”. Non a caso il suicidio da insolvenza fiscale è diventata una malattia sociale.

Satana è omicida ed il veleno introdotto nella moneta-debito ha dilagato non solo nel sistema bancario, ma anche in quello fiscale. Il valore della moneta deve nascere come reddito di cittadinanza nelle mani di chi l’accetta. L’organo di emissione non deve essere come la banca che stampa e presta, ma come una miniera che stampa e da. Malgrado le apparenze, Dio è più forte di Satana.

Giacinto Auriti