La diocesi di Atlanta sostiene la “Gay Pride Parade”

Dopo il caso dei frati francescani di Boston, fotografati sorridenti al “Gay Pride” cittadino con uno striscione “Who am I to judge”, sempre dagli Stati Uniti, arriva un’altra notizia, altrettanto sconvolgente, con al centro la diocesi di Atlanta e il suo Arcivescovo Wilton Daniel Gregory, dal 2001 al 2004 presidente della Conferenza Episcopale statunitense (USCCB).

Il Santuario dell’Immacolata Concezione, che si vanta di essere la prima chiesa cattolica costruita ad Atlanta, ha, infatti, sostenuto e promosso tra i propri parrocchiani la “Gay Pride Parade” della capitale dello Stato della Georgia, figurando anche nell’elenco dei partecipanti alla parata sul sito web dell’”Atlanta Pride Parade”.

Il Santuario ha, dapprima, pubblicizzato l’evento della “Pride Parade” sul suo bollettino, invitando i parrocchiani a partecipare alla marcia, e, successivamente, sullo stesso bollettino parrocchiale, ha ringraziato tutti coloro che ne hanno preso parte, pubblicando le immagini della sfilata omosessuale. La parrocchia, come riporta il suo sito web, svolge un’intensa attività per promuovere “una connessione all’interno della comunità LGBT del Santuario, (…) fornendo un luogo per socializzare con altre coppie LGBT ” ed ogni anno è presente con un proprio stand al festival LGBT.

In una dichiarazione, rilasciata al sito americano “LifeSiteNews“, l’arcidiocesi si è giustificata dichiarando che il gruppo parrocchiale non ha bisogno dell’approvazione dell’arcivescovo per marciare alla parata. Patricia M. Chivers, Direttore Comunicazione e Advocacy per l’arcidiocesi ha, infatti, sottolineato che: “I membri del Santuario dell’Immacolata Concezione partecipano alla manifestazione già da molti anni prima che arcivescovo Gregory divenisse arcivescovo di Atlanta. (…). In tal senso, conclude la Chivers,”Non era necessario che la parrocchia avesse l’approvazione dell’Arcivescovo di partecipare in quanto si tratta di un evento locale“.

Tale vicenda se da un lato, dimostra le conseguenze catastrofiche che possono avere messaggi e linguaggi ambigui, dall’altro lato, esprime, ancora una volta, la confusione morale che regna, ahinoi, all’interno della stessa chiesa cattolica, dove in nome di una malintesa misericordia viene ignorato e calpestato il magistero ecclesiastico di sempre.(L.G.)

Fonte www.corrispondenzaromana.it