Il gioco di Putin

L’economia occidentale, guidata dagli Stati Uniti, è caduta in un circolo vizioso la cui via d’uscita non viene vista in occidente. E quanto più l’occidente cerca di uscire da questa spirale, più sprofonda.

La risposta di Putin verso l’occidente assomiglia al judo, quando la potenza utilizzata dal nemico viene usata contro di esso. Pochi capiscono cosa fa Putin oggi.

Vladimir Putin è nato il 7 ottobre 1952 a  San Pietroburgo. Il nonno era cuoco di Lenin e poi di Stalin, il padre sommergibilista nell’armata rossa. Egli è stato membro del Pcus e colonnello del Kgb. Nel 2000 è diventato Presidente della Russia e continua la sua opera ancora oggi, dopo aver risollevato la sua Patria dal fallimento in cui l’avevano gettata il marxismo e Eltsin, che l’aveva svenduta a pochi “oligarchi” e “magnati” quasi tutti israeliti.

In un discorso tenuto il 19 settembre 2013 al Valdai Club Putin ha enunziato il suo nuovo pensiero politico diametralmente opposto al marxismo leninista e al mondialismo israelo/statunitense: “ci siamo lasciati alle spalle l’ideologia sovietica senza ritorno, ma nello stesso tempo non ci ispiriamo al liberalismo occidentalista. […]. Una neo-barbarie morale bussa alle porte e vuol distruggere le Patrie mediante la depravazione morale, soprattutto la parificazione della famiglia tradizionale e naturale con le coppie omosessuali, la perdita di fede in Dio e la credenza in satana. Occorre difendere i valori naturali e tradizionali. […].  Ogni Stato deve avere forze militari, tecnologiche ed economiche, ma quel che conta soprattutto è la forza morale, intellettuale e spirituale dei suoi cittadini. Il tragico passato dell’Urss è stato dovuto soprattutto alla mancanza di valori morali e spirituali. […]. Bisogna tornare alla mentalità della responsabilità verso se stessi, verso la società e il diritto; se non sapremo uscire dalla attuale crisi morale e spirituale non ci risolleveremo”.

Oggi Putin vende petrolio e gas russi solo in cambio di oro “FISICO”.

Naturalmente accetta ancora il dollaro come mezzo di pagamento, ma cambia immediatamente tutti i dollari ottenuti dalla vendita di petrolio e gas con l’oro “fisico”. Per capirlo è sufficiente osservare le dinamiche della crescita delle riserve auree della Russia e confrontarle con le entrate in valuta estera della Federazione Russa dovute alla vendita di petrolio e gas nello stesso periodo.

Delle 93 tonnellate di oro acquistato dalle banche centrali di tutto il mondo, in questo periodo, 55 tonnellate sono state acquistate dalla Russia.

Tempo fa scienziati inglesi giunsero alla conclusione, secondo l’indagine dell’US Geological, che l’Europa non potrà sopravvivere senza l’energia dalla Russia.

In questo momento l’occidente spende gran parte di sforzi e risorse nel comprimere i prezzi di oro e petrolio.

E ora Putin vende risorse energetiche russe in cambio di quei dollari artificialmente gonfiati dagli sforzi occidentali, e con cui compra oro “fisico” artificialmente svalutato rispetto al dollaro USA dagli stessi sforzi occidentali…..

Pertanto, più l’occidente svaluta petrolio e oro contro dollaro statunitense, più velocemente svaluterà l’oro dalle sue non infinite riserve!

C’è un altro elemento interessante.

Una di ogni sei lampadine negli USA dipende dall’uranio russo.

La Russia lo vende agli Stati Uniti sempre in dollari. Così, in cambio di petrolio, gas e uranio russi, l’occidente paga la Russia in dollari, il cui potere di acquisto è artificialmente gonfiato verso petrolio e oro dagli sforzi occidentali. Ma Putin usa questi dollari solo per ritirare oro “fisico” dall’occidente dal prezzo denominato in dollari USA e quindi artificialmente abbassato dallo stesso occidente.

La Banca centrale della Russia può utilizzare l’oro delle sue riserve per pagare le importazioni, se necessario.

La Cina dal canto suo non acquisterà più titoli del Tesoro degli Stati Uniti con i dollari guadagnati dal commercio mondiale, come ha fatto finora.

Si parla di oro “fisico” per distinguerlo dall’ “oro cartaceo”.            Per riferimento: il fatturato del mercato dell’oro di carta, i futures sull’oro, è stimato a 360 miliardi di dollari al mese. Ma le transizioni di oro fisico sono pari solo a 280 milioni di dollari al mese. Il che rende il rapporto tra commercio di oro di carta contro oro fisico, pari a 1000 a 1.

In tal modo, la Russia rappresenta una vera minaccia al modello di dominio mondiale dei petrodollari statunitensi.

Per quanto l’occidente potrà acquistare petrolio e gas dalla Russia in cambio di oro fisico? E cosa accadrà ai petrodollari degli Stati Uniti quando l’occidente esaurirà l’oro fisico per pagare petrolio, gas e uranio russi e le merci cinesi?

Anonimo Pontino.