Gender a scuola, nel X Muncipio di Roma

Sembra incredibile, ma di rieducazione gender si continua a parlare nonostante ci si impegni a ripetere che questa “roba” non esiste…
Se non esiste, allora non si capisce perché venga insegnata e soprattutto all’insaputa dei genitori.
Come associazione NON SI TOCCA LA FAMIGLIA, stiamo raccogliendo moltissime segnalazioni di genitori perplessi di certune attività, proposte dalla scuola, dove ormai i progetti all’insegna delladiscriminazione dei generi sessuali sembrano la priorità’ educativa assoluta, di questo Paese.

Stiamo parlando dell’ideologia che sotto le vesti di buona e sana lotta contro le discriminazioni, propugna ai nostri bambini e alunni, una nuova e inquietante antropologia, con progetti che propongono la decostruzione degli stereotipi per un mirato indifferentismo sessuale e che puntano verso un’ identità asessuata della persona, libera di costruirsi e autodeterminarsi.

Premesso che la scuola si fa garante da sempre di un clima di accoglienza verso ogni minoranza e diversità e che la tal cosa è prioritaria nel dovere di ogni educatore, oggi stiamo assistendo ad un indottrinamento da regime totalitario, che impone una visione altra dell’uomo, su base ideologica senza ancora alcuna autorizzazione.

Si sta insegnando la tolleranza con idee contrarie alla natura dell’uomo.
Non sono progetti contro la discriminazione in generale, ma solo in relazione ai generi sessuali.
La scuola italiana ha dimenticato le discriminazioni contro la disabilità, quelle dei bambini grassi, l’emergenza discriminazione immigrati, il nuovo esercito di poveri per i tassi di disoccupazione da dopoguerra e molte altre?

Vi è un progetto politico economico alle spalle di questa ideologia.
L’intenzione di focalizzare tutto su tematiche in ordine al genere e alla sessualità è supportata da progetti che con pretesa di modernità e di progresso contengono molto altro rispetto ciò che enunciano e che troppo spesso sono proposti nella totale estromissione delle famiglie.
I progetti sono all’insegna della lotta al bullismo, dell’ educazione all’affettività, alla sessualità, in difesa della donna…tutte tematiche estremamente importanti e urgenti che certamente vanno affrontate e richiedono spazi di riflessione, che sempre hanno trovato, ma tantissimi genitori, docenti e dirigenti ancora non sanno, che sono cavalli di Troia con cui introdurre questa ideologia.

Insegnano per esempio, che “due mamme, possono fare figli, perché ci sono in Olanda dei signori gentili che donano i semini per chi non ne ha”; che si nasce maschi e femmine ma la propria identità, il proprio orientamento si sceglie, indipendentemente dal sesso biologico con cui si nasce.
Si propone la famiglia come qualunque legame fondato sul “ci si vuol bene”, in particolare quella eterosessuale è considerata portatrice di stereotipi, da cui liberarsi, quindi meglio parlare di altre famiglie, in nome del più scontato politically correct, per una visione più allargata e moderna della società come quella proposta nel X Municipio di Roma, scuola dell’infanzia Gregna di S. Andrea, con materiale di lettura messo a disposizione dei bambini.
La segnalazione raccolta dalla nostra Associazione mi ha vista, come presidente della stessa, mettere in luce come questo atteggiamento da parte della scuola stia trascurando uno degli aspetti più importanti dell’attuale panorama scolastico che è proprio la collaborazione aperta, tra scuola e famiglia, oltre che confondendo i bambini su temi delicati sui quali spetta alla famiglia dare il consenso per essere trattati.

Dopo che i genitori del X municipio, attenti a tali emergenze educative, hanno chiesto di essere messi al corrente, su attività relative a tutte queste tematiche, hanno visto rifiutato il consenso informato che desideravano consegnare all’ufficio protocollo, nel quale chiedevano espressamente di esonerare i propri figli da progetti e letture di libretti su, educazione all’affettività, studi di genere, etc.
Interessante il colorito andirivieni: dal coordinatore di plesso, sin dal mese di gennaio tali documenti sono stati portati prima in municipio, come vuole la prassi, poi lì è stato detto che non si sarebbero potuti protocollare e che dovevano tornare dal dirigente scolastico.
Da lì arriva nuovamente l’invito a consegnare al municipio dove invece viene ripetuto che spetta al dirigente, il quale nell’ultima puntata di questo divertente balletto ha l’illuminazione di intestare il documento ad unfunzionario U.O.S.E.C.S. che forse … provvederà al protocollo. Il funzionario ad oggi ancora non si sa chi sia…
Ma insomma tanto problematico risulta l’interessamento dei genitori alla vita scolastica dei figli? E’ così difficile dare risposte rassicuranti e dire che verrà certamente rispettata la loro sollecitudine educativa?

Si era promesso che nella scuola non sarebbero stati letti libricini dal contenuto dubbio, che si sarebbe tenuto conto delle sane preoccupazioni dei genitori in ambiti così delicati, dove proprio loro hanno il diritto di priorità.
Invece, è notizia documentata che la scuola ha offerto ed offre ai bambini la storia dal titolo “Il mio mostro” dove si vedono due papà alti due metri con 10 figli… Il libricino è in perfetto accordo con l’ideologia, vuole decostruire lo stereotipo…

Senza voler discriminare nessuno, ma i 10 figli come sono nati?
Cosa spiegheremo: come si affittano le case, si affittano le pance e si comprano gli ovini per comprare i bambini ?
I bambini hanno il diritto di avere un papà e una mamma e di sapere da chi sono stati generati, non vi è identità senza origine.

Cosa si sta insegnando ai nostri alunni e bambini ?
Il bambino crede buono tutto ciò che l’adulto gli propone.
Cosa sta proponendo la scuola oggi ?
Quella di Gregna di S. Andrea è una delle centinaia di scuole in Italia, dove sta accadendo questo e purtroppo molto di più in termini di negatività dell’educazione.
Che tanti papà siano validi collaboratori domestici di mamme impegnate e spesso stanche del loro lavoro a fine giornata, evidenzia che in un sano rapporto, la collaborazione, si basa sulla relazione di reciproco amore e sostegno. Ai nostri figli, questo viene insegnato con l’esempio; certo non occorre che nella scuola lo insegni il gender, con progetti e libretti che paghiamo noi contribuenti e che esaspera la visione del maschile e del femminile in termini di assoluta uguaglianza. Visti i prezzi di  copertina, chi li produce fa grandi affari …

Il papa e la mamma sono uguali, sul piano della loro dignità e dei loro diritti, ma la natura li vuole diversi perché questa è una ricchezza, che noi intendiamo valorizzare e difendere e perché in funzione di questa diversità si possono fare figli, in funzione di questa diversità un bambino acquisisce la complementarietà dei due sessi, si riconosce a partire da un’ identità che gli è propria.

Come associazione NON SI TOCCA LA FAMIGLIA, abbiamo raccolto le lamentele di diversi genitori che in questa scuola non sono stati ascoltati.

Stiamo visitando scuole, centri educativi e di aggregazione perché la famiglia riprenda in mano l’educazione, che per troppo tempo e’ stata delegata alle istituzioni. Incoraggiamo i docenti e i dirigenti acapire bene cosa viene proposto nei progetti finanziati con lo scopo di introdurre questa ideologia.
Ai genitori ripetiamo di formarsi ed informarsi adeguatamente sul tema per capire di più ed intervenire al momento opportuno.

Giusy D’Amico

Fonte: “Notizieprovita.it”