Fu davvero crudele l’Inquisizione medievale?

Un grande falso storico, qual è il famosissimo romanzo di Umberto Eco Il Nome della Rosa (ma ancor di più la sua riduzione cinematografica), presenta l’Inquisizione medievale con caratteristiche a dir poco criminali. Ora, non è certo mia intenzione santificare l’Inquisizione o solamente parlarne bene, piuttosto dire e far conoscere la verità, e cioè come veramente sono andate le cose.

Dicevo, l’idea dell’Inquisizione (in genere) e di quella medievale (in particolare) è quella di pensare a qualcosa di intollerante, di violento e criminale. Si dice che essa operasse senza regole, secondo il capriccio degli inquisitori; anch’essi descritti più come assassini bramosi di sangue che non per quello che effettivamente erano, cioè dei giudici imparziali.

Faccio parlare i fatti, perché solo i fatti possono rendere giustizia. Il funzionamento dell’Inquisizione medievale avveniva secondo precisi passaggi e secondo il rispetto di regole altrettanto precise.

1.Prima di tutto, l’inquisitore arrivava in città e, dopo aver presentato le sue credenziali tanto al vescovo quanto al signore locale, chiedeva alle autorità di aiutarlo nella lotta all’eresia.

2.Questa richiesta (in realtà una vera e propria ingiunzione) era accompagnata da minacce di scomunica. Il che fa pensare che non sempre questi inquisitori trovavassero autorità disposte ad aiutarli.

3.Fatto questo, l’inquisitore invitava gli abitanti della città ad una specie di “sermone”, in cui esponeva solennemente le verità fondamentali della Fede e denunciava, confutandoli, gli errori degli eretici.

4.Veniva quindi stabilito un tempo –detto “tempo di grazia”- durante il quale gli eretici potevano presentarsi all’inquisitore per essere assolti dai loro errori ed essere riconciliati con la Chiesa. Coloro che non si fossero presentati, sarebbero caduti sotto le pene dell’Inquisizione.

5.La ricerca veniva fatta d’ufficio, nel senso che ci si muoveva indipendentemente dalla denuncia. Si invitavano i presunti eretici a chiarire la loro posizione dinanzi all’inquisitore; se non si presentavano, venivano dichiarati contumaci e condannati alle pene previste.

6.L’inquisitore non poteva agire a capriccio personale, ma era tenuto ad attenersi scrupolosamente alle norme giuridiche; in caso contrario, si sarebbe esposto al ricorso al Papa, ricorso a cui aveva sempre diritto l’inquisito (tutti inquisiti, senza distinzioni!), in ogni fase del procedimento.

7.A dimostrazione del fatto che il giudice non poteva fare quello che voleva, doveva sempre essere affiancato da un notaio che era lì a verbalizzare tutto ciò che accadeva. Aveva inoltre l’obbligo di chiedere la collaborazione di interpreti (se gli imputati erano stranieri), di traduttori (se si trattava di libri sospetti), di esperti di religione ebraica o musulmana; perché, se l’Inquisizione aveva il diritto di intervenire solo sui cristiani, certi aspetti dell’Ebraismo e dell’Islam potevano essere confusi per eresie.

8.Si era scrupolosi anche sull’età. L’inquisitore non doveva essere inesperto, ma avere almeno quarant’anni. Doveva essere competente in utroque iure (cioè tanto in diritto comune quanto in quello canonico); doveva essere persona integerrima e non si dovevano avere sospetti di inimicizie passate nei confronti dell’imputato, altrimenti quest’ultimo avrebbe potuto rifiutare tanto l’inquisitore quanto i testimoni che secondo lui erano prevenuti nei suoi riguardi.

9.A differenza di quanto si fa vedere nei film o si racconta nei romanzi, la sentenza dell’Inquisizione doveva essere preceduta (sempre!) dalla confessione di colpevolezza dell’imputato, anche se sull’imputato convergevano prove schiaccianti.

10.Chi vuole attaccare l’Inquisizione fa riferimento al fatto che essa non permettesse all’imputato di avere un avvocato difensore per la sua eresia. Ma ciò era del tutto logico! Come si potevano difendere le ragioni dell’eresia? Se qualcuno lo avesse fatto, sarebbe stato anche lui accusato! Piuttosto l’accusato poteva chiedere un difensore che lo aiutasse a dimostrare la sua innocenza. Si pensi che l’inquisitore teneva una lista di accreditati tra i quali l’imputato poteva scegliere; e tale scelta era gratuita se l’imputato non poteva pagare. E –diciamolo- questo sistema del difensore gratuito e d’ufficio era davvero innovativo per quei tempi.

11.Così come nuovo era anche il rito inquisitorio, che prevedeva che il giudice ricercasse da sé le prove, anche nell’assenza della cosiddetta “querela di parte”. Nei tribunali civili del tempo, invece, vigeva il rito accusatorio: i litiganti si presentavano davanti al giudice presentando prove e testimonianze.

12.L’Inquisizione, inoltre, avvalendosi sempre più spesso di esperti, finì col creare una vera e propria giuria popolare, che in pratica decideva le sentenze insieme all’inquisitore e al vescovo.

13.Con l’Inquisizione nasce anche quello che oggi si chiamerebbe “avviso di garanzia”. Il sospettato veniva informato del fatto che si stava indagando su di lui.

14.C’è da dire che fare l’inquisitore non era né comodo né gratificante. Faccio un solo esempio. Come abbiamo detto, l’accusato aveva il diritto di far ricorso al papa contro le decisioni dell’inquisitore. Ebbene, se questo avveniva, la cosa obbligava l’inquisitore ad uno spostamento a Roma, con spese e lungaggini di non poco conto!

In conclusione, va detto (ma nessuno lo dice!) che l’Inquisizione medievale procedeva con il rispetto del principio di uguaglianza di tutti dinanzi al giudice, principio non certo diffuso nei tribunali laici, non solo di quei tempi ma anche dei successivi. E, inoltre, procedeva con il principio –senz’altro già “moderno”- della territorialità come criterio di distinzione amministrativa.

Corrado Gnerre

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C. Gnerre

Corrado Gnerre insegna antropologia filosofica presso l'Università Europea di Roma. E' inoltre scrittore e fondatore de "Il Cammino dei Tre Sentieri".

4 pensieri riguardo “Fu davvero crudele l’Inquisizione medievale?

  • luglio 22, 2015 in 1:31 pm
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    Tutto quello che lei cita non toglie il fatto principale: che la chiesa abbia bruciato sul rogo migliaia di persone (spesso utilizzando la scusa dell’inquisizione per togliere di mezzo personaggi scomodi). E questo non è confutabile.
    I fatti cui lei si attiene erano notoriamente pretestuosità belle e buone per dare una parvenza (?) di legalità ad omicidi belli e buoni, del tutto identici a quelli perpetrati oggi dall’Isis, sebbene in altra religione. Un esempio per tutti del fatto che la sua difesa sia da buttare letteralmente nella carta straccia: lei dice che nessuna condanna poteva essere emessa senza confessione. Bene: vogliamo parlare di quali mezzi venissero utilizzati per ottenere la suddetta confessione? Vogliamo parlare della tecnica dello squasso, con cui l’accusato veniva sollevato per i polsi (legati dietro la schiena) per qualche metro di altezza, lasciato in caduta libera frenata di colpo dalla corda in modo che si lussasse in modo terribile le spalle? O vogliamo parlare dei ferri roventi infilati nei vari orifizi (soprattutto per le donne)? O delle pinze per strappare unghie, denti, capezzoli, genitali?
    Ma sta scherzando o dice sul serio? Qui parliamo di decine di migliaia di persone bruciate vive nel nome del Signore, ci siamo capiti? DECINE DI MIGLIAIA DI PERSONE BRUCIATE VIVE CON L’ACCUSA DI ERESIA!
    E lei viene a dire che l’inquisizione non era così cattiva? E Torquemada? E l’inquisizione spagnola che ha gestito con il terrore ed il pugno di ferro l’intera Europa per decine di anni?
    Il suo articolo sta facendo rivoltare nella tomba tutti quegli uomini e donne massacrati dalla sua “non tanto cattiva” inquisizione.
    E a questo punto il dubbio sorge legittimo: mi chiedo quale sia la sua definizione per “cattivo”. Ma si risparmi lo sforzo eventuale della specifica. Non voglio neppure saperlo!

  • luglio 22, 2015 in 6:33 pm
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    Volevo far notare che alla fine dell’articolo c’e’ un link ad un articolo correlato, Le Calunnie sulla Inquisizione, con un video della BBC , ripeto la BBC Inglese , la perfida Albione, in cui la leggenda viene smontata. Sostanzialmente i crimini da lei citati sono nella stragrande maggioranza , compiuti dai protestanti ed anglicani, ossia coloro che hanno lasciato la Chiesa Cattolica per poi accanirsi sui loro eretici oltre ai loro cittadini che volevano rimanere Cattolici. Parliamo non di presunte migliaia che lei cita come vittime dei cattivi Cattolici…parliamo di decine di migliaia , solo Lutero uccise 100 mila anabattisti . Sostanzialmente le vittime della cosidetta “Inquisizione” furono addirittura minori di un qualsiasi tribunale civile del tempo, considerando che in quei tempi le pene corporali erano la pena molto spesso prevista . Ma aggiungo inoltre, come indicato nel video che le accuse contro la Chiesa Cattolica sono state una montatura bella e buona contro il Cattolicesimo e sopratutto la Spagna e chi e’ contro il Cattolicesimo e’ disposto ad credere ed usare anche le calunnie pur di avventarsi contro la Chiesa Cattolica.
    Le camere di tortura furono fatte dai protestanti

    E mi perdoni, perche’ non si scandalizza dei 2 milioni, ripeto milioni, di cittadini francesi uccisi dai giacobini della cosidetta Rivoluzione francese di cui 600 mila, ripeto 600 mila vandeani , massacrati…sopratutto donne e bambini ….bambini calpestati dai cavalli (tutto documentato)….il primo genocidio della storia.

    E i 100 milioni di vittime del comunismo? e cosa hanno fatto nei gulag.?…..roba vera non quella sull’ Inquisizione. E ricordiamoci che ora viviamo in un ‘ europa che vuole mettere in galera chi non e’ d’accordo con i matrimoni gay, o le famiglie che non vogliono che i figli assistano a lezioni sul gender(accaduto in germania con genitori messi in galera)……e cosa e’ questo se non la vera Inquisizione, quella fatta dai nemici della Chiesa Cattolica, bravissimi ad addossare ad Essa le loro colpe. Siamo tutti passibili di eresia, se non ci appecoroniamo al pensiero unico dominante, quello laico .E non parliamo poi delle persecuzioni che i cristiani subiscono da parte di buddisti ed induisti con violenza inaudita , tutt’ora. Ce ne sarebbe da discutere

    Il paragone con l’isis e’ veramente offensivo e pretestuoso oltre che incredibilmente falso.

    • luglio 23, 2015 in 10:38 am
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      Qui non stiamo parlando del comunismo o di altro. Stiamo parlando dell’inquisizione. Quindi, di grazia, tutte le sue obiezioni può decisamente decaderle nel cestino. E per quanto riguarda il paragone con l’Isis… mi dica, di grazia nuovamente, per chi sarebbe offensivo? Per lei chiaramente no, dato che anche il più ignorante lettore capirebbe che non era lei il destinatario del paragone. Per l’Inquisizione, dunque? Beh, immagino che ai vari inquisitori, oggi defunti, non gliene freghi nulla. Peccato, perchè mi piacerebbe “offenderli” di persona.

    • luglio 23, 2015 in 7:47 pm
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      Appunto, allora punti il suo dito inquisitore dove veramente ci sono stati crimini cosi puo’ dare sfogo al suo scandalo e non verso quella che e’ solo una leggenda . Le mie non sono obiezioni ma prove che si rifanno a studi storici pertanto le calunnie che lei riporta quelle si’ che possono andare nel cestino. Capisco la mancanza di argomenti ……Il paragone con l’Isis offende ogni cattolico italiano e non …per cui. Se lei volesse offendere gli inquisitori credo …che le avrebbero risposto per le rime e si sarebbero difesi molto bene .

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