BANKSTERS / LA TRUFFA DI MASSA SUI CONTI CORRENTI

Il codice “ 72 H” e le manovre massive sui tassi di interesse – il sistema bancario della rapina indolore di massa.

E’ il caso di svelare il sistema uno dei tanti  raggiri degli istituti di credito ai danni dei correntisti, una  gigantesca truffa: le tante irregolarità che i funzionari di banca hanno praticato e continuano tutt’oggi a praticare ai danni dei clienti.

Chi già ci segue, sa che la legge consente alla banca di modificare, unilateralmente, le condizioni contrattuali del conto corrente anche durate l’esecuzione del contratto. Ma ciò (che comunque richiede una preventiva autorizzazione del cliente e la comunicazione, da parte della banca, al cliente con un preavviso di almeno due mesi) non è possibile per le clausole aventi ad oggetto tassi di interesse.

Le banche, invece – neanche a dirlo – fanno proprio quello che la legge gli vieta: è quanto chiamato “Manovra massiva sui tassi di interesse”.

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Funziona pressappoco così.

I vertici dell’istituto di credito programmano, con un largo anticipo (di norma, all’inizio del trimestre), un progressivo e millimetrico incremento dei tassi di interesse passivi. Aumenti minimi, ma che significano grosse cifre per i forzieri dell’istituto di credito. È difficile che il correntista se ne renda conto perché quasi nessuno si preoccupa di leggere gli estratti conto trimestrali o, peggio ancora, si arma di calcolatrice per verificare che il saldo debitorio, con l’applicazione degli interessi, sia quello corretto.

Statistiche alla mano, solo il 3% dei clienti si accorge di questa manovra surrettizia e fraudolenta, peraltro solo dopo l’arrivo a casa degli estratti conto trimestrali, ossia con 90 giorni di ritardo, durante i quali, comunque, la banca ha succhiato dal conto. E, ovviamente, bussa alla porta della propria filiale per chiedere spiegazioni quando non decide, invece, di scagliarsi contro il primo impiegato allo sportello, davanti alla fila dei clienti.

È questo il punto nevralgico della quasi invisibile giugulazione dei correntisti.

Tutte le banche di sistema, specie quelle più forti sul mercato, temono il cosiddetto “rischio reputazionale”, ossia che il proprio nome venga screditato pubblicamente. Lo temono più di una condanna del tribunale, perché ha un impatto diretto sul loro conto economico: è immediato, diretto e senza appello. Il che potrebbe voler dire, specie per le piccole filiali, una generalizzata fuga della clientela.

Così, di fronte anche al più flebile reclamo, scatta quello che, con nome in codice, viene detto “72H”.

Si tratta di una riserva di denaro, disponibile presso tutte le filiali (dai 500 ai 10mila euro), da “regalare” (o meglio, restituire) al cliente alla prima contestazione, in modo da placarne l’ira.

Insomma, la parola d’ordine è “calmierizzare il reclamo” entro massimo 72 ore. Una manovra d’urgenza per mettere il bavaglio.

Il punto, però, è che se solo il 23% dei correntisti viene risarcita degli ammanchi illeciti; l’altro 77%, invece, la subisce incoscientemente. E i soldi di questa enorme maggioranza di correntisti restano nelle rapaci tasche delle banche, con profitti da urlo, anche  la aliquota del 23% del maltolto viene restituita ai clienti più accorti o più contestativi.

Il codice 72H rivela, comunque, una delle tante piaghe del nostro Paese: con una somma di denaro si può fare tutto, come il mettere a tacere qualsiasi contestazione, evitando ai colpevoli le sanzioni dell’ordinamento.

Sanzioni che non sono solo civili, ma soprattutto penali,  perché la condotta qui denunciata è uno smaccato  reato di appropriazione indebita aggravata. Quello che una volta si chiamava FURTO CON DESTREZZA , una lucrosa e gigantesca truffa della serie del “ gioco delle tre carte”. Di credito…..

STUDIO LEGALE LONGO

Tratto da Edoardolongo.blogspot.it