BANKSTERS / L’ ITALIA DEVE RINGRAZIARE L’ EURO…

Ho ripreso il titolo di un articolo di Repubblica. La bibbia per la borghesia di sinistra e per quelli che vorrebbero farne parte.

Lenin affermava  “è più facile che il comunismo entri in un cervello vuoto piuttosto che in uno stomaco vuoto”. Questo  la dice lunga su quanto formidabile sia  l’arma della propaganda. Tutte le grandi dittature hanno iniziato sempre con il controllo dei mezzi di comunicazione.

Informare, lo dice il nome stesso che deriva da “in-formare”, cioè dare forma. Ma dare forma a cosa se non alle coscienze?

Parole come “libertà”  “democrazia” “unione monetaria” vengono sfruttate e amplificate dall’establishment economico-finanziaria proprio per dare a noi l’illusione di non essere in gabbia.

Per l’Euro è stata fatta la stessa pubblicità, la stessa attività di neuro marketing che le multinazionali fanno per vendere i loro prodotti.

“Con l’Euro lavoreremo un giorno in meno, guadagnando come se lavorassimo un giorno in più.” (1999 – Romano Prodi). Prodi, da ex consulente Goldman Sachs sapeva benissimo cos’era l’Euro.

Le cose non sono andate proprio così…. Gli homo videns demens che si abbeverano alla tv per trovare soluzioni, hanno avuto una brutta sorpresa. Purtroppo a questa massa umana sradicata,  i media possono far credere ciò che vogliono.

L’Euro non è soltanto una moneta privata, emessa da banche private, caricata da interesse privato, deciso da agenzie di rating private al servizio delle stesse banche private.

L’Euro non è soltanto il risultato di una falsificazione monetaria con cui la casta dei banchieri si appropria dei frutti del vostro lavoro tramite tutte le imposte, che poi sono tasse da restituzione monetaria. Questa casta di parassiti ha purtroppo l’ “abitudine” di postare al passivo tutta la moneta emessa, anche se non sono loro a garantirla e non sono loro a crearne il valore economico. Ognuno ha le sue abitudini…. Il popolo invece, dopo 70 anni di cultura antifascista, ha l’abitudine di “accogliere” “democraticamente” i cetrioli elargiti dalla classe politica al servizio dei banchieri.

L’Euro non è soltanto una moneta coloniale. Infatti l’Euro può  comprare  tutto  tranne  il  petrolio,  e  quando  l’Europa  ha bisogno di petrolio deve usare il dollaro.

L’Euro è anche lo strumento per mettere i paesi uno contro l’altro.

“Euro più forte” significa “Europa più forte”, così dissero Prodi e Duysenberg.

 La stessa cosa che dissero i consulenti della Banca d’Italia a Mussolini per proporre la quota 90 (rivalutazione della Lira rispetto alla Sterlina del 25%): “Lira  più  forte” significa “Italia  più  forte”.

Alberto  De  Stefani,  ministro  del  Tesoro  e  delle  finanze  del  primo  Governo  fascista, disse che «Mussolini perse  la guerra con la “quota 90”».  Infatti con  la  rivalutazione monetaria  del  25%,  aumentarono  di  pari percentuale sia crediti che i DEBITI. Le Banche si arricchirono e le imprese fallirono per l’appesantimento dei debiti contratti per finanziare le attività produttive.

Questi sono i trucchi dell’alta finanza. Non vengono scritti nei libri di scuola. Alzando e abbassando il valore delle unità di misura, si modifica l’andamento dell’economia, e quindi della nostra vita.

La Germania entrò nell’euro a condizione che vi entrasse d’Italia, l’altro paese ad alta capacità manifatturiera. Perché? Perché se l’Italia fosse rimasta fuori avrebbe fatto una forte concorrenza alla Germania. L’Euro ha alzato il corso della valuta italiana. Debiti e crediti sono aumentati in proporzione corrispondente, le banche si sono arricchite e le aziende impoverite, per il conseguente aumento dei debiti.

Le aziende per cercare di rimanere competitive hanno dovuto svalutare i lavoratori, riducendo i salari. La riduzione dei redditi ha automaticamente causato il crollo della domanda interna e della capacità della gente di pagare i debiti già contratti, quindi un crollo degli incassi di chi produce per il mercato interno e un’impennata delle insolvenze e dei fallimenti.

La Germania invece con l’euro, ha avuto un aumento di circa il 25% della quota manifatturiera del pil, dovuta alle quote di mercato sottratte ai paesi eurodeboli. Le esportazioni nei mercati dei paesi eurodeboli sono state inoltre sostenute dai banchieri tedeschi che hanno fatto la loro “carità”, cioè prestito di denaro creato dal nulla e caricato di interessi, ai paesi più deboli sapendo che non sarebbero riusciti a sostenere le scadenze di pagamento.

Lo stesso trucco volevano usarlo gli USA dopo la II Guerra Mondiale alla Germania. Il cosiddetto Piano Morgenthau:  imporre alla Germania l’unione monetaria con gli USA, la cui moneta era allora molto forte. Le aziende tedesche avrebbero chiuso e quelle yankee avrebbe preso i loro mercati. Gli Stati Uniti non fecero questo alla Germania dopo la sua resa. Però la Germania Ovest lo ha fatto poi alla Germania Est negli anni ’90, con l’unione monetaria con cambio uno a uno tra marco orientale e marco tedesco.

La conseguenza fu che la Germania Orientale venne depredata. Ci fu la chiusura delle imprese orientali con massicci licenziamenti. A riprova che le “unioni monetarie” fatte dai grandi capitalisti finanziari sono nella realtà un business sfrenato, che avviene sempre dietro il paravento delle istituzioni, come segno della dipendenza dello Stato dalle Banche.

Anonimo Pontino