Bambino cresciuto come una femmina. Suicida!

Una storia incredibile ma vera che dimostra la cialtroneria raggiunta dalla cultura occidentale moderna . Dietro la teoria gender si nascondono le piu’ bieche teorie psicologiche che altro non fanno che umiliare la persona umana e portarla nel baratro . Ma i colpevoli non sono solo degli assurdi specialisti, dottori ed altri guru della psicologia moderna, no…ci sono genitori ignoranti e sciocchi che rovinano i propri figli.Questo professorone ha distrutto un bambino facendo credere che poteva crescere come una femmina, provocandone cosi’ il suicidio. Una storia  incredibile…..

Il sesso e il genere, la vera storia dei gemelli Reimer

di Assuntina Morresi
Nel vocabolario delle principali organizzazioni internazionali (Organizzazione mondiale della sanità, ma anche Unicef, Fondo Onu per la popolazione…) la distinzione fra sesso e genere sembra ormai pacifica: il primo riguarderebbe solamente le caratteristiche biologiche e fisiologiche di una persona, ovvero i suoi organi genitali e l’apparato riproduttivo, mentre il secondo si riferisce ai “ruoli, comportamenti, attività e attributi socialmente costruiti che una certa società considera appropriati per uomini e donne”.
La genesi di tale definizione è complessa e articolata, ma alla radice della popolarità del termine c’è una vicenda, ben nota in America, molto meno da noi, nonostante ne abbia scritto, per esempio, Roberto Marchesini sul Domenicale lo scorso marzo. Grazie a “racconti di vita vissuta”, come questo, opportunamente pubblicizzati, si è diffusa l’idea che l’appartenenza sessuale rientri tra le libere scelte individuali, e che l’autodeterminazione possa includere la manipolazione dei dati biologici e psichici senza provocare tragiche conseguenze. Fu il dottor John Money a coniare l’espressione “identità di genere”, e a ipotizzare che potesse essere anche diversa da quella sessuale: nato in Nuova Zelanda nel 1921, consegue un dottorato in Psicologia ad Harvard, per specializzarsi poi a Baltimora, al John Hopkins Hospital, dove fonda la prima Gender Identity Clinic.
E’ un chirurgo e come tale si occupa della riassegnazione del sesso, specie nei casi di anomalie genitali nei bambini, campo in cui la sua autorità è indiscussa. Fin dalla metà degli anni Cinquanta inizia a teorizzare la distinzione fra sesso e genere, attribuendo il primo alla natura e il secondo all’educazione, e nel 1967 gli si presenta l’occasione di verificare le proprie ipotesi in quello che prometteva essere l’esperimento perfetto. Bruce e Brian Reimer, gemelli, all’età di sette mesi erano stati portati all’ospedale di Winnipeg, in Canada, per una banale circoncisione. Durante l’intervento per un tragico errore il pene di Bruce fu bruciato e si staccò. I coniugi Reimer, disperati, vengono indirizzati dal famoso dottor Money, il quale li consiglia di far crescere Bruce come una femmina, rassicurandoli sulle buone probabilità di successo della riassegnazione di sesso.
Nel luglio del 1967, a ventidue mesi, Bruce viene castrato chirurgicamente. Ai suoi genitori è raccomandato di vestirlo e trattarlo come una bambina: un successivo trattamento ormonale avrebbe fatto il resto. Ogni anno il dottor Money avrebbe visitato Brenda – questo il suo nuovo nome – e controllato che tutto fosse andato per il meglio. Nel 1972 in “Man & Woman, Boy & Girl” – definito dal New York Times “il più importante libro sulle scienze sociali dopo il Rapporto Kinsey”– John Money presenta il caso come un successo: l’esperimento è riuscito, il bambino cresciuto come bambina si è adattato alla nuova identità, mentre il suo gemello si è regolarmente sviluppato come maschio. Potenza dell’educazione e dell’ambiente.
Un successo per la teoria dell’identità di genere, corroborato da una prova scientifica inoppugnabile. Dopo più di vent’anni, nel marzo 1997 il dottor Milton Diamond, da lungo tempo critico delle teorie di Money, insieme a Keith Sigmundson – uno psichiatra del John Hopkins che aveva parzialmente seguito il caso – in “Archives of Pediatrics and Adolescent Medicine” ricostruisce la vera storia di Bruce-Brenda; nel dicembre dello stesso anno il giornalista John Colapinto la diffonde in un memorabile articolo sulla rivista Rolling Stone: John Money non aveva riferito correttamente dei risultati del suo “esperimento perfetto”.
Brenda voleva fare la pipì in piedi Fin dall’inizio Brenda aveva manifestato comportamenti e atteggiamenti tipicamente maschili, dai propri interessi, alle preferenze per i vestiti e a quelle per i giocattoli, cercando anche di fare la pipì in piedi. A scuola il suo rendimento era scarso: chiusa e taciturna, manifestava sintomi di depressione, ed era stata anche espulsa per i difficili rapporti con i coetanei, fra cui non si era mai inserita: gli insegnanti avevano consigliato i Reimer di portare quella figlia così difficile da uno psicoterapeuta. I Reimer, d’altra parte, facevano sempre più fatica a portare i due gemelli alla visita annuale dal dottor Money: i ragazzini uscivano da quei colloqui molto disturbati. La situazione era peggiorata sempre più, per tutta la famiglia; nel 1978 il dottor Money aveva organizzato un incontro fra Brenda e un transessuale: Brenda ne era uscita sconvolta, aveva minacciato il suicidio, e aveva smesso del tutto i propri tentativi di comportarsi da femmina. I genitori decidono di dirle la verità quando Brenda ha quattordici anni: “Per la prima volta ogni cosa ebbe un senso, ed io ho capito chi e cosa ero”, dichiara, sollevata. Vuole tornare un maschio. Si sottopone nuovamente a cure ormonali, a un intervento di mastectomia e si fa ricostruire il pene. All’età di sedici anni è di nuovo un maschio, e si chiama David. Nel 1989 si sposa con Mary e ne adotta i tre figli. L’intervista su Rolling Stone diventa un libro: nel 2000 Colapinto pubblica “As Nature Made Him: the boy who was raised as a girl”, un best seller mai tradotto in Italia. David appare anche in tv e racconta la sua vita. Ma la storia non prevede un lieto fine.
Nel 2000 il gemello Brian Reimer, in cura per schizofrenia, si suicida. David intanto si separa da sua moglie, perde il lavoro e il 4 maggio 2004 si suicida, a trentotto anni. Nel frattempo la Gender Identity Clinic della John Hopkins è stata chiusa. John Money è dichiarato professore emerito di Psicologia Medica e Pediatria alla John Hopkins University, ed è premiato, fra l’altro, dal National Institute of Child Health and Human Development per le sue ricerche. Il caso Bruce-Brenda-David e le sue opinioni sulla pedofilia, che considera non patologica in caso di mutuo consenso e non necessariamente negativa per il bambino, non pare ne abbiano impedito carriera e riconoscimenti.
Il documentario di questa incredibile storia!