Anagrammi ed inganni esoterici

ARMAMAGNA

Passando ad altro, ho un esempio più recente di come può essere usato un anagramma e suscitare credenze di natura inconsistenti per annichilirsi nel nulla.

In uno dei libri più venduto in questi ultimi tempi, “Il codice Da Vinci”, l’autore con la scusa del thriller, insinua presunte verità favorendo un neognosticismo strisciante, veicolato da decenni in tutti gli strati sociali mondiali dalla “new age”. Descrive una realtà ripresa da testi gnostici usando la simbologia esoterica. Tutto gira, guarda caso, intorno ad un anagramma, qualificando e identificando così chi ama usare questo sistema. Nel far apparire vero e logico ciò che si legge, in realtà si nasconde con maestria ed intelligenza un testo ben diverso destinato ai soli iniziati; creando così ad arte, una realtà misteriosa, per affascinare, reinventare e ingannare quelle anime che portano con se il vuoto della propria ignoranza.

Questo genere di sottocultura “underground”, nata negli anni sessanta, ha affascinato viscidamente i giovani dell’epoca (gli uomini d’oggi), soprattutto quelli poco inclini al razionale, pronti a credere, anche se in buona fede, a chiunque avesse sollecitato in loro il senso del mistero in termini fideisti. Ammetto, che per lo stesso spirito che mi animava, anch’ io ho frequentato per molti anni gruppi di giovani e meno giovani alla ricerca dell’arcano. Ma per bontà divina ne sono uscito indenne, grazie soprattutto a persone di provata onestà culturale ed equilibrio.

Ho fatto questo preambolo per spiegare che è proprio in questo ambiente che ho conosciuto personaggi invasati e pieni di “conoscenza” infusa vittime di un delirio misterioso, ed unite da un’unica idea che li faceva sentire superiori a chi ignaro li rifiutava.

L’ALIENO ANAGRAMMATO

Tanto per raccontarne una, mi sono trovato una volta a conoscere un gruppo nutrito di persone che aspettavano con ansia l’arrivo di un alieno “contattato” via radio. Un pomeriggio invitato da costoro insieme con altri miei amici, partecipai ad una loro riunione. Dopo averci fatto ascoltare alcune incomprensibile registrazioni di presunti contatti, cercammo di non farci coinvolgere dalle loro farneticanti convinzioni ponendo loro molte domande. A queste persone non rivelai mai che, a parer mio, sono state presumibilmente vittime di un anagramma!

Questo essere spaziale, il quale lo andavano osannando euforici perché aveva promesso loro un incontro, aveva anche un nome. Un nome che ora ho dimenticato, ma qualora lo ricordassi non significherebbe nulla. Ricordo invece molto bene che nel locale dove ci riunimmo (una sala hobby sotto una grande villa), a ridosso di una parete, vi era collocata una rastrelliera con numerose bottiglie di vino. Ognuna di quelle bottiglie mostrava in bella vista la propria brava etichetta con stampato il nome e la marca del vino. Non sfuggendo al mio occhio vigile e allenato, guarda caso, quel nome anagrammandolo, guarda caso, era quello dell’”alieno”.

Un po’ divertito e un po’ scocciato per quella che considerai una presa in giro di scarsa fantasia, comunicai subito sottovoce ai miei amici, lasciandoli sorpresi, quello che avevo scoperto. In ogni caso, non saprò mai se era uno dei presenti a manipolare in maniera così penosa e banale l’”evento” o se questi era in buonafede. Ce ne andammo palesando il nostro scetticismo. Posso solamente ipotizzare che dopo aver conosciuto alcuni di questi gruppi, ho avuto sempre la netta sensazione che qualcuno o qualcosa tesseva i fili di una rete (net) per veicolare una non-conoscenza pericolosa e strampalata, inducendo le persone ad occuparsi di finte realtà, le quali aprono a loro volta altrettante finte realtà che conducono al nulla. Una sorta di scatole cinesi che disorientano, dove aprendo l’ultima scatola (così credi) ti accorgi di non aver niente di niente…il nulla assoluto. Queste sono solo deduzioni e sensazioni del tutto personali, con le quali non ho nessunissima intenzione di condizionare chicchessia.

Ho avuto altre esperienze legate sempre a questi ambienti; fantomatici personaggi, mai visti e conosciuti personalmente, che facevano circolare misteriosamente i loro “nomi” attraverso codici alfa-numerici misti ad anagrammi, si dileguavano nel nulla quando riuscivo a decifrarli e a comprendere da quale mondo occulto provenissero. Non saprò mai cosa spingesse queste persone ad assumere tale comportamento. Forse manie di grandezza? Di protagonismo? O volevano fregiarsi ingenuamente dell’appartenenza ad un gruppo particolare di “iniziati” o addirittura di “illuminati” sperando di fare proseliti del NULLA? Negli anni settanta-ottanta questi gruppi erano assai numerosi.

Sagittarius