Altro che sport sedentari. L’importanza della preparazione fisica nella Formula 1 e nella MotoGp

Molte volte capita di chiedersi se gli atleti di Formula 1 e MotoGp debbano considerarsi tali essendo comodamente seduti su veicoli a motore, che per loro, non comporta alcuno sforzo fisico. Questo perché non tutti sanno, che un pilota di automobilismo,  perde anche quattro chili alla fine di ogni Gran Premio, cui si aggiungono le ore passate sulla monoposto durante le prove libere e ufficiali.
Sembrerà facile ma non lo è per niente, infatti per disputare un campionato del mondo bisogna avere un’ottima preparazione fisica. Gareggiare non è come fare un tranquillo giro in macchina con gli amici.

Come ha spiegato il medico della Toyota, un pilota deve sempre allenare il proprio corpo ed inoltre è tenuto a rispettare un certo peso seguendo diete rigidissime e molto dure. Le zone più importanti per un pilota sono il cuore, il collo, il torace ed il cervello.

In nessun sport atletico si raggiungono i 170 battiti al minuto. Un uomo comunemente nella vita normale rispecchia 60 battiti al minuto, mentre chi guida alla media di 300 km/h è sollecitato ad avere un grandissimo afflusso di adrenalina con un conseguente eccitamento del sistema nervoso e quindi del cuore. Addirittura alcuni piloti arrivano a toccare i 190 battiti al minuto, situazione che anche negli sport più pesanti come la corsa o il ciclismo non avviene. Il collo è un’altra parte messa sotto stress, perché i cambi di traiettoria, le frenate brusche e lo spostamento in curvoni velocissimi creano un carico di circa 20-25 kg su questa zona del corpo e dunque è spontaneo pensare che tutti i piloti devono avere un corpo ben allenato per poter sopportare queste situazioni.

Dentro gli abitacoli di una monoposto si raggiungono temperature elevatissime, perché la postazione del pilota è a stretto contatto con i potentissimi motori. Per non parlare di Gran Premi come Malaysia e Brasile dove le temperature sono altissime, tanto è vero che piloti come Barrichello in passato hanno perso diversi chili al termine di una gara per via dell’eccessiva sudorazione.

Sono tra gli sportivi più controllati al mondo. Il loro peso è sottoposto continuamente a controlli per il solo motivo che anche la più minima variazione potrebbe apportare cambiamenti nella velocità e nell’aerodinamica dell’auto. Anche se al posto di guida non ci si sposta più di tanto, l’influsso della forza G sul corpo del pilota è qualcosa di estremamente stancante.

I piloti di Formula 1 sono super-atleti che devono possedere una grande resistenza fisica, forza e controllo mentale. Questo perché la Formula 1 è uno degli sport più esigenti, e i piloti, che sognano di diventare campioni del mondo, devono “formarsi” sin da giovanissimi.

Alcune delle condizioni cui i piloti di Formula 1 sono sottoposti nel corso di una gara sono: il supportare per almeno due ore temperature superiori ai 50 gradi centigradi, viaggiare più di 300 chilometri all’ora e mantenere il controllo quando sono sottoposti ad una frequenza cardiaca di 200 battiti al minuto.

Quando un pilota si trova nel circuito si espone a fumo di combustibile che pregiudica il funzionamento del suo organismo, specialmente del suo cervello. Se non è ben alimentato, il suo rendimento potrebbe diminuire. Pertanto, molti di questi, hanno nutrizionisti sportivi, che consigliano quali sono i cibi che meglio si adattano alle loro esigenze e a quelle che sono le caratteristiche peculiari di ognuno di loro. Ci sono piloti, che oltre a ricorrere ad un nutrizionista, si avvale dell’aiuto di un consulente o terapeuta per prepararsi mentalmente a una gara attraverso lo yoga, per esempio.

Un preparatore fisico si occupa di curare l’alimentazione del pilota, la sua condizione fisica, affinché sia sempre in ottime condizioni.

La dieta ideale per un pilota di formula 1 deve rappresentare un equilibrio perfetto tra carboidrati e proteine, vitamine , minerali e l’aggiunta di bevande per mantenersi ben idratati Queste sono molto severe, per i motivi che abbiamo summenzionato.

La composizione della bevanda è importante : un pilota perde 2-3 litri di liquido in una corsa che è importante per mantenere un livello costante di fluidi , come è stato dimostrato che la disidratazione influisce notevolmente la capacità fisica e mentale : perdita del 4% di liquidi in grado di ridurre l’attenzione di quasi il 40 % . Quindi, la dieta e bere sono adattati in modo da esercizi, e dipendono dal metabolismo e il consumo di energia di ciascun pilota .

Lo stesso discorso è valido per i piloti del MotoGp. I centauri del Motomondiale e della SBK consumano mediamente 1500 calorie, perdono 2-3 chili di peso e fanno il 30% di fatica in più rispetto ad un rugbista della Nazionale. Il cuore lavora stabilmente sopra le 180 pulsazioni/minuti arrivando fino a 220 nei punti più impegnativi e veloci dei circuiti. Un pilota ha bisogno di circa 2500 calorie per affrontare al meglio un GP e assicurarsi che la propria concentrazione e le proprie performance si mantengano sempre sui piu’ alti livelli possibili per sostenere l’alta velocità della corsa.
Per resistere a questo tipo di sollecitazioni serve una preparazione perfetta, pertanto sono costretti a fare da spola tra palestra, piscina e campi da cross.

Anche i piloti di motociclismo sono sottoposti ad una dieta ferrea e sono sottoposti ad una preparazione fisica molto severa, come un giocatore di calcio o un qualsiasi altro atleta, devono essere sempre al 100% della forma fisica.
Nell’attuale epoca di motociclismo, nulla è lasciato al caso e certamente, la preparazione fisica di un pilota professionista è uno degli aspetti che dovrebbero essere maggiormente curati. L’ottimizzazione delle prestazioni fisiche di un pilota, passa non solo sulla varietà dell’esercizio fisico; altri fattori entrano in gioco, quali il cibo, l’idratazione e un buon riposo. Una buona e ricca colazione è indispensabile giacché il consumo di calorie nella fase di allenamento in bicicletta è notevole. A mezzogiorno, proteine, carne o pesce, mentre a cena carboidrati. E’ importante mantenere un buon equilibrio e un peso stabile.
L’importanza di bere: in una gara un pilota può perdere da 1,5 a 2 kg di liquidi. E’ una quantità che si recupera facilmente ma vuole sottolineare comunque quanto è importante l’idratazione. E’ un aspetto importante durante l’allenamento, poiché durante le sessioni in bicicletta consumano due bottiglie di liquido: una bevanda isotonica e una di acqua calda perché la disidratazione è un fattore che porta alla perdita di elettroliti e minerali, e produce una maggiore stanchezza e crampi. Complessivamente si consiglia di ingerire tra 2 e 3 litri di liquidi al giorno.
Il riposo è fondamentale, ed è importate dormire almeno otto ore o dedicarsi ad una siesta quando il corpo lo richiede. Per lunghi viaggi in paesi come il Giappone, l’Australia, la Malesia o gli Stati Uniti, il jet lag è sempre una minaccia reale che influisce sulle prestazioni del corpo. Pertanto, i driver spesso cercano di adeguarsi ai tempi prima del paese di destinazione, in modo da accelerare il processo di acclimatazione alle nuove circostanze.