A Roma corsa di solidarietà per gli atleti russi

Marina Tantushyan

Alla vigilia di Giochi Olimpici lo scandalo doping ha colpito circa 90 atleti russi che non potranno partecipare alle competizioni di Rio. Per attirare attenzione della communità internazionale a questa ingiustizia il 4 agosto a Roma, in zona del villaggio Olimpico (Foro Italico), si terrà la corsa di solidarietà per gli atleti russi.

Parteciperanno persone diverse russe e italiane, rappresentanti delle idee e orientamenti politici diversi che parteciperanno senza i loro simboli, ma con l’intento di mostrare solidarietà.

Come sappiamo 67 atleti russi puliti hanno fatto ricorso allo IAAF per essere riammesi ai giochi, ma è stato respinto. Si tratta delle persone che per 4 anni si sono preparate per mettersi alla prova, per battere dei record, per vincere delle medaglie e sentir suonare l’inno russo a Rio, ma che ora rimarranno a casa. È una punizione ingiusta. Chi non ha mai violato le regole dovrebbe poter partecipare alle competizioni sportive.

Sputnik Italia ha ragguinto uno degli organizzatori da parte italiana, il presidente dell’associazione culturale Lazio-Russia Mauro Antonini per capire perchè gli italiani hanno deciso di schierarsi dalla parte della squadra russa.

“Sono ormai anni che m’impegno affinché la naturale amicizia tra l’Italia e la Russia sia sempre più salda e proficua. Ancora di più da quando sono state promulgate le vergognose sanzioni. Perché non sono solo un attacco alla legittima politica di una Nazione come quella Russa che è e deve essere sovrana ma sono anche il modo con cui gli Stati Uniti e la finanza occidentale stanno cercando di distruggere il sistema economico e produttivo italiano. La nostra identità. Le nostre imprese hanno perso miliardi di euro per gli interessi di pochi. Per gli interessi di chi è un nostro nemico comune. E un altro attacco come quello subito dalla Russia con l’esclusione dei propri atleti non può e non deve passare sotto silenzio e senza conseguenze. E allora la corsa di giovedì è una prima reazione. Perché l’alleanza economico-politica fra Italia e Russia — che è semplicemente il proseguimento di quella reciproca contaminazione culturale di cui le nostre Nazioni godono da sempre — è l’unica strada per garantire il nostro futuro. Non è soltanto un gesto simbolico. È una sfida. Significa “non ci fermeremo”.

Secondo il verdetto del Comitato olimpico internazionale il destino di alcuni atleti verrà comunque deciso dalle singole federazioni internazionali, cioe è stata anteposta la punizione collettiva ai diritti individuali di atleti modello come Yelena Isinbayeva. Il presidente dell’associazione culturale Caravella Salvatore Deidda che verrà alla manifestazione dalla Sardegna, sottolinea che dal punto di vista competitivo “non esiste un olimpiade senza atleti russi”.

“Se qualcuno ha sbagliato ben venga la punizione ma se gli atleti russi sono puliti perchè punire uno sportivo e un intero popolo? Ricordiamo quando fu scoperto Ben Johnson. Furono scoperti altri casi ma non si pensò minimamente di punire tutti. Idem in altre discipline come Armstrong nel ciclismo. La Russia deve partecipare con i suoi atleti più bravi e puliti e sarà ancora più bello per chi vincerà non avere il pensiero di averlo fatto senza i più forti in campo”.

È evidente che lo sport è diventato un altro campo di battaglia tra la Russia e l’Occidente. Si può proteggere lo sport dall’intervento della grande politica non politicizzandolo, lasciando gareggiare gli sportivi e non i politici. Il presidente Putin ha proposto di creare un’associazione indipendente anti-doping, aperta agli specialisti di tutti gli stati. È evidente che di fronte a questo scandalo l’attenzione alla nazionale russa acquista un particolare rilievo non solo per gli spettatori, ma anche per gli atleti stessi. L’assenza di atleti di alto calibro come Isinbayeva dalla competizione dimostra una sconfitta dello spirito sportivo e la punizione dello sport mondiale.

E la corsa di solidarietà a Roma il 4 agosto rappresenta la volontà degli italiani di difendere i veri valori dello sport olimpico.

Fonte: sputniknews.com