Il mistero degli anagrammi

Fin da bambino ho sentito un particolare piacere ad occupare la mente per risolvere anagrammi, rebus e cruciverba. Ricordo con tenerezza mio padre che mi sgridava bonariamente, perché, a suo dire, gli “impiastricciavo” il suo cruciverba preferito; il famoso “Bartezzaghi”.

Io, però, ero più attratto dai calcoli enigmatici, dai rebus, e soprattutto dagli anagrammi e dato che a lui non interessavano, me li lasciava fare tranquillamente. Forse è per questo che fin da allora spesso mi soffermo sulle parole divertendomi ad anagrammarle. Non credo d’essere particolarmente abile nel risolvere un anagramma un po’ complesso in tempi brevi, ma con molta pazienza e tenacia riesco a districare anche intere frasi.

Wikipedia: Un anagramma (dal greco ἀνά- aná-, prefisso che significa “sopra”, e γράμμα grámma, “lettera”) è il risultato della permutazione delle lettere di una o più parole compiuta in modo tale da creare altre parole o eventualmente frasi di senso compiuto. Il significato delle parole risultanti non di rado risulta affine al contesto originario, o ad esso completamente opposto, producendo così sorpresa: o con effetti umoristici o, comunque, con interessanti associazioni (es.: attore = teatro, bibliotecario = beato coi libri, donna = danno). Si deve ad Enrico Parodi (“Snoopy”) la scoperta di una virtuosa e concettualmente ineccepibile “definizione autoreferenziale” del gioco dell’anagramma servendosi obbligatoriamente di una frase anagrammata:

Con il tempo ho scoperto che l’utilizzo dell’anagramma, al di fuori del puro gioco, è servito e serve tuttora a mascherare ciò che esplicitamente non si vuole dire. Non è nelle mie intenzioni teorizzare su chi o cosa e quale scopo c’è dietro l’utilizzo dell’anagramma.  Tengo soltanto a far rilevare come certe “stranezze” si presentano a volte dopo aver anagrammato, diciamo per gioco, alcuni nomi e cognomi, testi musicali,  frasi logiche che in realtà apparentemente nascondono altri significati e nomi di società imprenditoriali di vari settori sociali e mediatici. Alla luce della mia esperienza, tutto questo ha per me un senso arcano, il che mi fa pensare che spesso chi ne fa uso o “gioca” o vuole nascondersi. E perché vuole nascondersi? L’unica teoria che mi permetto di formulare in base a ciò che si traduce, è quella che chi lo fa volutamente appartiene, in alcuni casi, ad una cultura magico-esoterica. Tutto questo non appartiene solo ad  oggi ma risale, come si suol dire, fin dalla notte dei tempi.

  IL QUADRATO MAGICO “SATOR”

 

Sfogliando qua e là libri di esoterismo(1), non a caso mi sono imbattuto in una composizione di lettere, le quali, solo pochi “iniziati” hanno la conoscenza per saperle interpretare… e non sempre! Sto parlando di un diffuso “quadrato magico”, famoso nell’ambiente esoterico da circa duemila anni, dal quale, come dicevo, non è emersa una vera ed unica interpretazione. Il più antico di questi è stato ritrovato a Pompei nella casa di un certo Paquio Proculo. Si tratta di un graffito sull’intonaco di una parete risalente al I secolo d.C. prima dell’eruzione del Vesuvio (79 d.C.). Un altro si trova, ad esempio, ad Aosta nel chiostro della chiesa di Sant’Orso, risalente al 1132 circa, curiosamente disposto a cerchio iscritto in un quadrato decorato a mosaico(2). Mentre altri ve ne sono in diverse parti d’Italia.

                                                                                                                          S A T O R

A R E P O

T E N E T

O P E R A

R O T AS

Curioso, no? È un suggestivo incastro perfetto di cinque lettere, dall’alto verso il basso e viceversa e da destra verso sinistra e viceversa. Il significato? Neanche i più dotti esoteristi sono riusciti a carpirne l’uso magico-iniziatico. Benché sia alla portata di chiunque conosca il latino, non si conosce l’origine e la sua vera traduzione. Personalmente la ritengo un’antica espressione d’esoterismo cristiano.

L’ unica cosa che maggiormente si evidenzia è l’uso anagrammato per due volte della parola “Paternoster”. Per conoscenza è bene sapere che si può anche ottenere, usandola sempre due volte, una croce avente la “n” in comune e con l’avanzo delle due coppie di “a” e di “o” le quali, poste ai quattro angoli della croce,stanno a significare l’alfa e l’omega.

 

A                    P                    A

A

T

E

R

P A T E R N O S T E R

O

S

T

E

O                    R                    O

 

Non conosco il latino, però con un buon dizionario sono riuscito ad avere questa traduzione: “Il Padre creatore, seminatore (sator); ha seminato nel profondo (arepo)(3); ciò che attecchisce e dura nel tempo (tenet); un lavoro, un’attività (opera); nel susseguirsi degli eventi come una ruota; in maniera ciclica (rotas)”.

Ora, questa visione ciclica degli eventi che è rappresentata simbolicamente da l’ouroboros” (il serpente che si morde la coda) tipica anche delle massonerie, retaggio della religione magica egizia, dimostra con palese evidenza una presenza ereticale gnostica fin dalle prime origini del cristianesimo.

continua…

Sagittarius